Legge Stabilità, ok Cdm non valido senza voto Senato su Dfp - Pd

giovedì 14 ottobre 2010 18:36
 

ROMA, 14 ottobre (Reuters) - L'approvazione in Consiglio dei ministri della legge di Stabilità non è valida dal momento che il Senato non ha ancora votato la risoluzione sullo schema di Decisione di finanza pubblica.

Lo scrive la capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro in una lettera al presidente Renato Schifani.

"L'articolo 7 della nuova Legge di contabilità dispone, infatti, che il disegno di Legge di stabilità sia presentato alle Camere entro il 15 di ottobre di ogni anno, mentre l'articolo 11 dispone che la manovra di finanza pubblica debba contenere, per il triennio di riferimento, le misure qualitative e quantitative necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati nella Risoluzione alla Decisione di finanza pubblica", scrive la Finocchiaro nella lettera.

"La seduta odierna dell'assemblea del Senato avrebbe dovuto approvare, come previsto dal calendario adottato nella Conferenza dei capigruppo la scorsa settimana, la risoluzione parlamentare allo schema di Decisione di finanza pubblica (DFP) per gli anni 2011-2013. Si tratta di un passaggio fondamentale espressamente previsto dall'articolo 10 della nuova Legge di contabilità (Legge 196 del 2009), necessario a fissare gli obiettivi programmatici dei saldi della prossima manovra finanziaria".

"La sua mancata approvazione da parte del Senato è di straordinaria gravità, costituendo, peraltro, un assoluto e pericoloso precedente. In assenza di tale deliberazione del Senato, il Governo non può approvare e presentare al Parlamento la Legge di stabilità e la legge di Bilancio", aggiunge la senatrice.

"La deliberazione odierna del Consiglio dei ministri è stata adottata, a nostro giudizio, in spregio al ruolo che la legge di contabilità assegna al Parlamento, fino a prefigurare un evidente conflitto di attribuzione".

"Le chiedo, pertanto, di adottare tutte le iniziative necessarie nei confronti del governo affinché venga ripristinato il rispetto delle leggi che presiedono alle buone regole di finanza pubblica, sia pienamente riaffermato il ruolo del Parlamento e, conseguentemente, i provvedimenti relativi alla prossima manovra di finanza pubblica siano approvati dal Consiglio dei ministri solo dopo l'approvazione da parte del Senato della risoluzione allo schema di decisione di finanza pubblica e a queste si uniformino così come prescritto dalla legge", conclude la lettera.