7 ottobre 2010 / 17:07 / 7 anni fa

Securitisation Italia, Ubs vede 5-8 mld di emissioni in 2011

* Auto loan tra possibili novità mercato

* Operatori puntano su maggior trasparenza per convincere

* Riavvio cartolarizzazioni importante per banche minori

di Stefano Bernabei

ROMA, 7 ottobre (Reuters) - Nel 2011 Europa sono attese operazioni di cartolarizzazione per 110-140 miliardi di euro, di queste 5-8 miliardi, tra operazioni su mutui casa e prestiti al consumo, potrebbero essere italiane.

E' questa la stima di Francesco Dissera che segue per Ubs il mercato delle cartolarizzazioni europeo e dei covered bond.

Se confermati questi numeri rappresenterebbero un drastico ridimensionamento del peso del mercato italiano, uno dei principali per le cartolarizzazioni in Europa prima della crisi che ha congelato il settore negli ultimi due anni, sul complesso del mercato europeo.

Secondo un altro operatore di mercato tra le novità per il mercato italiano in questa fase di lento disgelo potrebbero esserci le operazioni sui finanziamenti all'acquisto di auto, protagoniste in Germania della cauta ripartenza del comparto securitisation.

Su questo segmento si è conclusa nelle scorse settimane un'operazione da circa 700 milioni di euro costruita sui prestiti auto concessi dalla controllata tedesca di FGA Capital, joint-venture tra Fiat FIA.MI e Credit Agricole Consumer Finance (CAGR.PA).

"Hanno breve scadenza e margini elevati perché i tassi su questi prestiti sono più alti dei mutui. I tagli sono tra 500 e 2-3 miliardi di euro", dice un operatore.

I titoli di FGA Capital collocati sul mercato hanno una vita media di 1,24 anni.

"Dopo Germania e Spagna, questo tipo di strumento sta arrivando anche in Italia", ha aggiunto senza dare altri dettagli.

Per un segmento di mercato dato per spacciato dopo la crisi del 2008 quelle uscite dal convegno su securitisation &covered bond, organizzato dall'Abi e dall'Afme (Associazione europea per i mercati finanziari), sono buone notizie, a patto, dicono gli addetti ai lavori, di convincere gli investitori che è il momento di ridare fiducia a questo tipo di investimento.

"Dobbiamo tutti cercare di dare più trasparenza, termine che spesso è stato tradotto con `avere le mani legate', ma che significa dare maggiore visibilità agli asset sottostanti: questo chiede l'investitore per i prossimi 6-8 mesi", sintetizza Dissera.

La qualità del sottostante, del resto, è per l'Europa un forte elemento di marketing per rilanciare il mercato.

Una slide di Standard & Poor's presentata al convegno mostra che il tasso di default da metà 2007 di tutte le emissioni europee di Abs, Cdo, Cmbs e Rmbs da rating tripla A a rating B è stato, a giugno 2010, dello 0,65%.

Lo stesso calcolo per tutte le emissioni negli Usa porta al 6,19%.

Nello stesso periodo i downgrade sono stati del 17% sulle emissioni in Europa, ma si deve anche considerare che in parte è l'effetto di adeguamento alle nuove e più stringenti norme regolamentari.

Insomma, a due anni dalla crisi, spiega nel suo intervento Antonella Tagliavini, capo per le cartolarizzazioni in Italia di Bnp Paribas, "si può dire che le strutture delle cartolarizzazioni sono state solide, hanno resistito alla tempesta. Questo è un elemento positivo che deve essere portato all'attenzione dell'investitore ma anche della politica", osserva.

"Per l'Italia è importante che riparta questo mercato delle cartolarizzazioni perché può essere l'elemento principale per le banche di media/piccola dimensione", ha aggiunto, spiegando che il mercato dei corporate bond, per le dimensioni richieste, è appannaggio degli istituti maggiori.

Secondo un analista di un'agenzia di rating le performance promesse dalle Rmbs italiane "sono rispettate, e le prospettive sono positive", anche perché si assiste a un "si vede un contenimento dei ritardi nei pagamenti, favorito dalla diminuzione degli importi delle rate per il calo dei tassi, mentre i prepagamenti (rimborsi ed estinzioni anticipate) restando sui livelli fisiologici dell'8-9%".

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