Basilea, Tarantola: impatto per banche Italia non trascurabile

giovedì 7 ottobre 2010 15:23
 

ROMA, 7 ottobre (Reuters) - Anche per le banche italiane l'impatto delle nuove regole di Basilea sui requisiti patrimoniali non saranno trascurabili, ma il modello di businnes renderà meno oneroso il graduale adeguamento.

E' quanto sostiene Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d'Italia, in un discorso preparato per un'audizione parlamentare su Basilea III.

"Anche per le banche italiane, soprattutto quelle di maggiore dimensione, l'impatto non sarà trascurabile. Esse mostrano attualmente livelli medi di patrimonializzazione meno elevati nel confronto internazionale, anche per effetto dei sostanziosi aiuti pubblici ricevuti da molte banche estere", dice Tarantola.

"Tuttavia, la qualità complessivamente buona del capitale, il basso grado di leva finanziaria e la prevalenza di un modello di business tradizionale, legato al finanziamento dell'economia reale, dovrebbero rendere meno oneroso l'allineamento ai nuovi requisiti".

Tarantola ricorda che l'introduzione del leverage ratio e l'inasprimento delle ponderazioni per i rischi di mercato e di controparte riguardano soprattutto attività in titoli e in derivati, al centro della crisi finanziaria.

Essi penalizzeranno quindi in misura relativamente minore i modelli di business più orientati all'intermediazione tradizionale e ai comparti al dettaglio, caratteristici delle banche commerciali, rispetto a quelli più incentrati sulla finanza.

"Secondo calcoli preliminari, che tengono conto anche di una stima della futura capacità di reddito, le banche italiane saranno in grado di muovere verso livelli di patrimonio più elevati con gradualità, continuando ad assicurare il necessario sostegno alle imprese", dice ancora Tarantola.

Quanto agli standard sulla liquidità, "rimane chiara la necessità che le banche italiane proseguano nel rafforzare le scorte di attività prontamente liquidabili".

Anche per le banche italiane vale poi la considerazione che gli aggiustamenti "avverranno su un lungo orizzonte temporale e la valutazione degli effetti sulle banche deve tenere conto anche dei flussi di reddito che potranno alimentare il patrimonio nel periodo di transizione".