October 5, 2010 / 12:06 PM / 7 years ago

PUNTO 2 - Debito, Tremonti rassicura: riforma Ue solo dal 2016

5 IN. DI LETTURA

* Discussione su riforma Patto Ue ancora lunga

* Italia centrerà obiettivi finanza pubblica 2010

* Consolidando veicoli fuori bilancio molti Paesi hanno

debito sopra 100%

(Aggiunge altre dichiarazioni Tremonti e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 5 ottobre (Reuters) - L'inasprimento dei criteri europei di riduzione del debito pubblico non è un problema attuale per l'Italia perché la riforma del Patto di stabilità entrerà a regime solo nel 2016 e la sua forma è ancora in discussione.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, aggiungendo che "la dinamica del debito italiano è molto meno infelice di altri paesi e i rapporti del Fmi, questo weekend, lo confermeranno".

"Sul patto in Europa, dirò subito che sul punto oggetto di discussione, quello del debito, se mai ci fosse un cambiamento sarebbe dal 2016. Questo dà al tema una dimensione meno attuale", ha detto Tremonti nel corso di un'audizione alla Camera in cui ha invitato tutti a tenere "fuori gioco la drammatizzazione".

Secondo la riforma presentata dalla Commissione europea, un Paese che sfora il tetto del 60% nel debito in rapporto al Pil potrebbe essere chiamato a tagliare il debito in eccesso di un ventesimo all'anno, pena sanzioni. Per l'Italia la riforma del patto implicherebbe interventi sul debito superiori ai 40 miliardi di euro l'anno.

Da come parla, il ministro sembra essere scettico sul fatto che la riforma del Patto alla fine possa assumere la stessa identica forma messa a punto dalla Commissione.

"Si apre una complessa discussione che è appena iniziata. Stiamo parlando di una discussione in atto, che poi passerà anche al vaglio dei parlamenti, che entrerà in vigore, se mai entrerà in vigore, tra cinque anni".

Obiettivi 2010 Saranno "Assolutamente" Raggiunti

Tremonti riconosce che la crisi economica non è ancora del tutto finita e ammette che si potrebbero presentare "scenari avversi", ma si dice convinto che questo possa avvenire "in altre parti d'Europa, non in Italia".

Il ministro mostra ottimismo anche sugli obiettivi italiani di finanza pubblica, che "saranno assolutamente centrati".

Presentando lo Schema di decisione di finanza pubblica, il documento che sostituisce il vecchio Dpef, il Tesoro ha alzato per il 2010 all'1,2% dal precedente 1% la stima di crescita dell'economia, confermando invece l'obiettivo di deficit al 5%. Il governo conta di ridurre il deficit in rapporto al Pil al 2,7% nel 2012. Nello stesso anno il debito dovrebbe scendere al 117,5% dal 118,5% stimato per il 2010.

Entro il 15 ottobre il governo licenzierà la nuova Finanziaria, che avrà il nome di Legge di stabilità e si limiterà a contenere le tabelle sui grandi aggregati di bilancio, senza misure espansive.

"Abbiamo fatto la manovra a luglio, non intendiamo emendarla", dice Tremonti in vista dell'imminente sessione di bilancio, quando solitamente si scatenano gli appetiti della maggioranza per le misure di spesa.

"OSSESSIONE" PER DEBITO PUBBLICO MASCHERA VERE CAUSE CRISI

Come ha già fatto all'Ecofin della scorsa settimana a Bruxelles, Tremonti ribadisce che la solidità di un Paese non deve basarsi solo sul debito pubblico ma anche su altri fattori come il risparmio privato e la patrimonializzazione delle banche, gli oneri pensionistici presenti e futuri. Impostazione sostenuta anche nel Dfp, che calcola al 240,8% del Pil il debito aggregato (pubblico e privato) dell'Italia, sotto la media europea al 269,8%.

"L'ossessione sul debito pubblico è un'assoluzione per le vere cause della crisi. Considerate le ragioni della crisi è importante mettere sotto osservazione, con tutti gli strumenti possibili, non solo la finanza pubblica ma anche la finanza privata", ha detto Tremonti.

L'Italia per Tremonti è messa bene anche sul fronte delle pensioni, dove "le proiezioni sono assolutamente confortevoli, migliori di molti altri Paesi europei".

Anche il modo di guardare al debito pubblico va cambiato. "Noi diciamo di consolidare tutti i veicoli fuori bilancio che molti paesi hanno. E ci sono enormi veicoli fuori bilancio. In questo modo credo che nel club del 100% arrivino molti Paesi".

"In questa forma abbiamo ragione di ritenere che la posizione dell'Italia sia straordinariamente confortevole", ha continuato il ministro.

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