Italia, debito/Pil 2015 come 2010, ma tra più vulnerabili - Fmi

martedì 5 ottobre 2010 15:13
 

MILANO, 5 ottobre (Reuters) - L'Italia è uno dei paesi più vulnerabili alle incertezze che circondano le prospettive di crescita secondo il Fondo monetario internazionale che, in assenza di shock, vede il debito pubblico nel 2015 al 118,5% del Pil, sostanzialmente lo stesso livello di fine 2010.

Le cifre sono contenute nel Global Financial Stability Report, che utilizza le stime del World Economic Outlook (Weo) autunnale in pubblicazione domani. Se per quanto riguarda il 2010 i numeri non si discostano dalle ultime previsioni del Fondo, sul 2015 la nuova stima dell'Fmi rappresenta un netto miglioramento rispetto al 124,7% contenuto in uno studio di un mese fa sui margini di manovra di vari paesi sui conti pubblici.

Nel Weo di aprile la stima sul debito/Pil 2010 dell'Italia era pari a 118,6%, valore limato nella nuova edizione a 118,4% e anticipato dal report sulla stabilità finanziaria in una sezione che valuta l'impatto di uno scenario di bassa crescita sul rapporto debito/Pil dei vari paesi.

Le ultime proiezioni governative fissano al 118,5% il rapporto debito/Pil di fine anno, al 119,2% quello del prossimo e a 117,5% il valore di fine 2012.

Nello scenario di crescita ritenuto più probabile dall'organismo di Washington e descritto dal World economic outlook, l'Italia arriverà al 2015 con un debito pari al 118,5% di Pil, un decimo di punto sopra il livello di fine 2010.

Se però la crescita dovesse deludere con un 1% in meno tra 2010 e 2015, posto che il governo non intervenga con misure discrezionali a correggere l'impatto dello shock di crescita, il debito italiano è visto lievitare dai tecnici del Fondo fino al 136% del Pil, una differenza di 17,5 punti percentuali rispetto alle scenario-base.

Il Fondo specifica che per 11,2 punti la differenza tra lo scenario-base e quello di bassa crescita sarebbe causata dall'azione degli stabilizzatori automatici attivati dallo shock di crescita mentre i restanti 6,3 punti sarebbero imputabili alla più bassa base di Pil.

Dalle simulazioni del Fondo emerge come l'Italia sia uno dei paesi più esposti ai rischi legati alla crescita e quindi risulti particolarmente vulnerabile alla luce dell'estrema incertezza esistente sulle prospettive economiche.

L'Italia presenta, come la Grecia, la sfortunata combinazione di un elevato carico di debito pubblico di partenza e dell'estesa presenza di stabilizzatori automatici.   Continua...