SINTESI-Italia punta su altri fattori per evitare multe debito

giovedì 30 settembre 2010 20:03
 

di Francesca Landini

BRUXELLES, 30 settembre (Reuters) - Utilizzando una metafora sartoriale il ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti si è detto convinto oggi che il Paese può controbilanciare il peso del debito pubblico, che sta "in una tasca della giacca", con la solidità di un sistema pensionistico ben gestito, di banche sane e di cittadini che risparmiano, tutti fattori positivi che riempono l'altra tasca.

Grazie a questi "attivi" che Roma può vantare a differenza di altri partner europei - che magari hanno un debito pubblico più piccolo di quello italiano in una tasca, ma nell'altra hanno solo un alto indebitamento di banche e cittadini - Tremonti ha escluso che l'Europa chiederà alll'Italia misure draconiane per tagliare in fretta e furia sul debito pari a quasi il doppio del tetto europeo.

"Il conteggio algebrico tra attivi e passivi [del Paese] mette l'Italia in sicurezza", ha detto Tremonti parlando a Bruxelles a margine della riunione informale dei ministri delle Finanze dell'Ue.

"Sommando tutti i fattori ci si accorgerà che l'Italia ha un debito pubblico elevato, ma non ci sarà bisogno di quella correzione", ha detto il ministro riferendosi a misure fiscali restrittive molto pesanti paventate per Roma quando verrà applicato il patto di stabilità riformato.

La Commissione Ue ieri ha presentato una proposta di rafforzamento del patto di stabilità che prevede un percorso accelerato di riduzione dell'indebitamento per i paesi con debito pubblico al di sopra del 60% del Pil.

Secondo il testo di Bruxelles, un Paese che sfora il tetto del 60% potrebbe essere chiamato a tagliare il debito in eccesso di un ventesimo all'anno, pena pesanti sanzioni.

Se il patto riformato entrasse in vigore oggi e se fosse implementato senza alcuna 'attenuante', l'Italia, che ha un debito vicino al 120% del Pil, potrebbe trovarsi nella scomoda situazione di dover ridurre il debito in eccesso di poco meno del 3% del Pil ogni anno. Una manovra intorno ai 40 miliardi di euro.

Ma, Tremonti sottolinea, per prima cosa il rafforzamento della vigilanza del debito scatterà solo 3 anni dopo l'entrata del nuovo patto.   Continua...

 

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