30 settembre 2010 / 12:41 / 7 anni fa

PUNTO 1- Italia, Eurogruppo terrà conto di debito privato - Rehn

(aggiunge dichiarazioni Juncker e background)

BRUXELLES, 30 settembre (Reuters) - Nel valutare il debito pubblico di un paese, la Commissione europea terrà conto in qualche misura anche dell‘indebitamento di famiglie e imprese.

Lo ha detto oggi il commissario Ue per gli Affari monetari Olli Rehn, rispondendo a una domanda sull‘Italia e sulla proposta della Commissione per rafforzare il Patto di stabilità.

“Abbiamo detto che prenderemo in considerazione anche il debito privato, nella misura in cui può avere un impatto sulla capacità del paese di servire il proprio debito”, ha detto il commissario nella conferenza stampa al termine dell‘Eurogruppo.

A un giornalista che gli faceva notare che il suo piano di rafforzamento del patto conterrebbe richieste troppo ambiziose per il debito italiano, Rehn ha ribatutto: “Non ci sarà retroattività. Se l‘Italia riduce il debito quando entrerà in vigore il patto riformato non dovrà affrontare questi nuovi elementi del Patto”.

Nel suo piano di riforma del Patto Ue, che regola la disciplina di bilancio per i paesi della zona euro, il Commissario ha suggerito che un paese con un debito al di sopra della soglia limite del 60% del Pil debba ridurre il debito in eccesso di almeno un ventesimo all‘anno per non rincorrere in sanzioni. Se il patto riformato entrasse in vigore oggi e se fosse implementato senza alcuna ‘attenuante’, l‘Italia, che ha un debito vicino al 120% del Pil, si troverebbe a dover ridurre il debito in eccesso (quasi 60% del Pil) di poco meno del 3% del Pil ogni anno. Una manovra intorno ai 40 miliardi di euro.

Alla domanda su quanto possa essere credibile imporre all‘Italia un obiettivo di questa portata in questa fase economica, il presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha risposto in maniera più diplomatica del Commissario Ue, senza voler entrare nei dettagli.

“Ribadisco che della proposta di Rehn [sul rafforzamento del Patto di stabilità] non si è parlato oggi” nell‘Eurogruppo informale.

“Non se n’è parlato perchè abbiamo terminanto il tempo a nostra disposizione e volevamo comunque essere qui alla conferenza stampa”, ha specificato un po’ infastidito a un giornalista che lo incalzava, ipotizzando che la mancata discussione di questo punto nascondesse un forte dissenso tra i ministri delle Finanze della zona euro.

Juncker ha precisato che l‘argomento sarà sviscerato nell‘Eurogruppo di metà ottobre.

“Naturalmente ci sono delle divergenze ma oggi non c’è stata discussione sui dettagli”, ha detto. “Tutti noi [ministri finanziari della zona euro] siamo d‘accordo che è necessario rafforzare il patto”.

“La poesia è finita”, ha detto Juncker. “Ora dobbiamo discutere in dettaglio” come consolidare i nostri bilanci.

Il Commissario Rehn ha sottolineato, invece, che il debito pubblico ha registrato un‘escalation negli ultimi due anni di crisi e che questo fattore erode il potenziale di crescita dei paesi europei.

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