BREAKINGVIEWS-Irlanda, più tagli unica strada per salvare conti

lunedì 27 settembre 2010 18:32
 

-- Ian Campbell è un editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse di seguito sono quelle dell'autore --

Di Ian Campbell

LONDRA, 27 settembre (Reuters Breakingviews) - Guardate che cosa succede quando si taglia il bilancio pubblico come ha fatto l'Irlanda, ha scritto il quotidiano britannico Guardian, si ricade nella recessione.

Trarre questa conclusione dal tonfo dell'1,2% registrato a sorpresa dal Pil irlandese nel secondo trimestre significa commettere un errore potenzialmente fatale. Per dirla con Margaret Thatcher: in Irlanda è arrivata Tina ('There is no alternative', non c'è alternativa).

La verde Irlanda ha bisogno di un'altra ondata di tagli al bilancio pubblico per evitare che la crisi sfugga di mano. Ricorrere all'aiuto dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale potrebbe sembrare una valida alternativa. Potrebbero esserci altri fondi disponibili tramite il fondo di salvataggio dell'Unione europea. Ma anche solo l'ipotesi che si possa attingere a questa fonte manderebbe nel panico i mercati. L'Irlanda verrebbe vista come una nuova Grecia. Per di più, qualora l'aiuto arrivasse, porterebbe con sè condizioni tali da richiedere tagli ancora più severi di quelli decisi in autonomia.

Un'altra strada potrebbe essere quella di imporre degli 'haircut' (sconti sul valore facciale del debito ) ai creditori di banche salvate dallo Stato, specialmente la nazionalizzata Anglo Irish Bank. L'idea che i creditori vengano risparmiati interamente compresibilmente infiamma l'opinione pubblica irlandese e sembra probabile che il governo infligga una sforbiciata ai creditori junior. Sfortunatamente i soldi che si risparmierebbero in questo caso non sono molti. I veri benefici si avrebbero imponendo delle perdite ai creditori senior. Ma è stato lo stesso ministro delle Finanze oggi ad affermare, e probabilmente a ragione, che se le banche irlandesi si sottraessero ai propri obblighi creerebbero allarme. Se il già alto tasso del decennale irlandese salisse ancora il governo finirebbe per darsi la zappa sui piedi.

L'unica alternativa è una nuova stretta fiscale.

In cima alla lista dovrebbero esserci le retribuzioni del settore pubblico, salite del 19% tra il 2005 e il 2007. I dipendenti pubblici hanno guadagnato il 26% di più di quelli del settore privato nel 2006, secondo il think-tank dublinese Economic and Social Research Institute.

Le riduzioni salariali del 2009 hanno ridotto il peso degli stipendi pubblici sul bilancio dello Stato, ma non abbastanza. Una nuova ondata di tagli danneggerà la crescita nel breve termine, ma aiuterà la competitività e la crescità prima o poi ne sarà l'inevitabile corollario. Se Dublino taglia ora, il paese potrebbe tornare sulla strada della crescita sostenibile per la seconda metà del prossimo anno. Tina incombe.