Contratti, Cgil: ripartire da regole; ok Marcegaglia su governo

lunedì 27 settembre 2010 14:23
 

ROMA, 27 settembre (Reuters) - Guglielmo Epifani continua a tessere la tela del dialogo in conclusione del suo mandato alla guida della Cgil. L'obiettivo è quello di riportare la sua organizzazione al tavolo di confronto, sui contratti e non solo, pur mantenendo il rifiuto a discutere sulle deroghe. Le parole d'ordine sono regole e innovazione.

E dopo l'avvicinamento alla Confindustria del fine settimana, Epifani ribadisce il suo sostegno a Emma Marcegaglia per aver detto al governo che l'Italia non esce dalla crisi meglio degli altri. "Ha fatto bene la presidente di Confindustria a dire che il Paese esce dalla crisi peggio degli altri. Il governo è stato molto attento al debito ma i tagli sono stati indiscriminati e non vi è stata alcuna attenzione ai consumi".

Quanto alla ripresa del dialogo con le altre parti sociali, in particolare sul sistema contrattuale, Epifani ribadisce: "Stiamo pensando a delle proposte non sulle deroghe ma sulle regole, ma prima bisogna mettere mano al problema della rappresentanza", ha spiegato Epifani in occasione della presentazione del rapporto Ires sui salari.

"La Cgil è straconvinta che bisogna intraprendere un percorso di regole condivise, anche con noi che siamo il sindacato più grande". La proposta è arrivare a "un contratto nazionale più largo perché più inclusivo e che sull'orario di lavoro e sull'inquadramento sia meno prescrittivo. Nel far questo inevitabilmente si darà più spazio al secondo livello di contrattazione".

"Bisogna contrattare meglio nelle realtà piccole, come le piccole imprese, da qui la nostra idea di innovare. Questo come impianto è più moderno del compromesso raggiunto dagli altri".

Dopo l'accordo separato sullo stabilimento Fiat FIA.MI di Pomigliano d'Arco che prevede deroghe al contratto metalmeccanico su straordinari, sciopero e malattia, Federmeccanica ha disdetto il contratto 2008 e avviato una trattativa senza la Cgil sulle deroghe per il settore.

L'AD di Fiat, Sergio Marchionne, che a seguito della vicenda Pomigliano ha fatto pressione su Confindustria puntando a un contratto specifico sul settore auto, ha definito "molto positivi" i segnali di apertura della Cgil affermando di credere nel dialogo fra tutte le parti sociali.