Cgil,potere acquisto salari -5.500 euro in 10 anni, calino tasse

lunedì 27 settembre 2010 14:44
 

ROMA, 27 settembre (Reuters) - Le retribuzioni lorde dei dipendenti italiani hanno registrato fra il 2000 e il 2010, a causa di una inflazione più alta del previsto, una perdita di potere d'acquisto di 3.384 euro che, sommata alla mancata restituzione del fiscal drag, si traduce in 5.453 euro.

E' quanto emerge dal V rapporto Ires-Cgil sui salari presentato stamani.

Riferendosi al biennio della crisi 2009-2010, l'Ires fa notare come la perdita di potere d'acquisto dei salari sia stata determinata fondamentalmente da un aumento della pressione fiscale dello 0,2% all'anno. Ciò ha annullato, secondo l'Ires, l'effetto di retribuzioni contrattuali cresciute nel 2010 del 2,1%, più dell'1,7% dell'inflazione.

L'incremento medio reale del salario nel biennio 2009-2010 risulta di 16,4 euro netti mensili che scende a 5,9 euro se si considera l'abbattimento del reddito dovuto al ricorso alla cassa integrazione.

Il segretario uscente della Cgil, Gugliemo Epifani, ha ribadito la sua posizione secondo la quale il "punto di partenza deve essere la riduzione del prelievo fiscale su dipendenti e pensionati. Nell'ultimo biennio il prelievo fiscale è aumentato dello 0,4%. Se aspettiamo altri tre anni ci sarà un altro punto di Pil a carico dei lavoratori".

Nel decennio, la perdita cumulata calcolata sulle retribuzioni equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate complessivamente sottratte al potere d'acquisto dei salari, precisa lo studio.

Epifani si è mostrato contrario alla possibilità che si arrivi a uno spostamento del carico fiscale dalle persone alle cose, temendo che un calo Irpef si traduca in aumenti incontrollati dell'Iva che graverebbero comunque sui dipendenti. "Meglio piuttosto intervenire su rendite e patrimoni come hanno fatto tanti altri paesi".