Fiat, persa occasione per patto sociale, governo assente-Prodi

venerdì 24 settembre 2010 15:58
 

PERUGIA, 24 settembre (Reuters) - I problemi dell'industria italiana sollevati dall'AD Fiat FIA.MI Sergio Marchionne dovevano trovare soluzione con l'intervento di mediazione del governo e la stipula di un nuovo patto sociale. L'esecutivo manca però di strategia e questa occasione è andata persa.

Lo ha detto l'ex premier Romano Prodi a margine dell'incontro annuale organizzato dalla rivista 'L'Industria', all'Università di Economia, di Perugia.

"Marchionne ha toccato un problema di importanza fondamentale che non poteva risolvere in presenza di un vuoto di politica come c'è adesso. E' chiaro che la divisione del sindacato non giova perchè in questi momenti ci vuole una struttura dei produttori uniti, una struttura sindacale unita e ci vuole un forte governo che faccia l'arbitraggio", ha detto Prodi riferendosi alla vicenda dello stabilimento di Pomigliano che ha visto la Fiom isolata, unica a non firmare l'accordo per riportare la produzione della Panda in Italia.

"Ma il governo non ha nemmeno chiamato al tavolo per discutere di questi problemi, io spero che il successo tedesco di questi mesi faccia capire dove va il mondo. Si è persa un'occasione per fare un patto sociale solido, forte che valga per tutto il paese. Noi di questo abbiamo assolutamente bisogno", ha aggiunto Prodi precisando che "è difficile fare un patto sociale se non c'è un governo protagonista e se manca perfino il ministro [dello Sviluppo economico] che deve sedersi al tavolo dove si discute il patto sociale".

"Per il resto non abbiamo alternativa se vogliamo ritornare protagonisti di una parte dello sviluppo futuro. Non abbiamo alternativa all'industria. Noi siamo un paese la cui forza è l'industria. Non è i servizi, non è il commercio, ma proprio la trasformazione industriale e su questo noi dobbiamo lavorare", ha concluso l'ex premier.

Prodi ha anche parlato del sistema bancario - riferendosi a Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) e Intesa (ISP.MI: Quotazione) - dopo le dimissioni di Alessandro Profumo. "Le turbolenze non giovano al nostro Paese. E' un altro tassello che si aggiunge all'idea che in Italia non c'è niente di stabile, non c'è una politica di lungo periodo, non c'è idea di futuro".