22 settembre 2010 / 14:25 / 7 anni fa

PUNTO 1 - A2A, su Edison diverse soluzioni, ora aprire negoziato

(aggiunge altri dettagli da fonte, nota e background)

* Tarantini: in CdS 21 ottobre prima soluzione condivisa

* Edf non ha ancora avviato il negoziato con A2A

di Giancarlo Navach

BRESCIA, 22 settembre (Reuters) - Il riassetto di Edison EDN.MI è strettamente legato a quello di Edipower, l'ex genco dell'Enel (ENEI.MI), controllata dalla stessa Edison e da A2A (A2.MI).

E' quanto prevede il piano di Intesa Sanpaolo (ISP.MI) sul futuro della partecipazione della superutility lombarda in Foro Buonaparte, presentato oggi al consiglio di sorveglianza a Brescia. Il piano sul posizionamento strategico di A2A contempla numerose soluzioni, ne esclude a priori alcune perché impatterebbero troppo sull'elevato indebitamento del gruppo e presuppone che Edf (EDF.PA) avvii il negoziato con i soci lombardi, prima della scadenza dei patti parasociali che regolano la governance di Foro Buonaparte a marzo 2011.

"Ci sono una molteplicità di soluzioni, con un dato certo. Il non aumento del debito e il rispetto della missione aziendale" ha detto una fonte vicina al dossier al termine del lungo CdS iniziato nella tarda mattina.

La missione di "essere un'azienda locale che produce energia da fonti rinnovabili e focalizzata sull'idroelettrico e sul waste to energy".

"Sono comunque da escludere sia l'acquisto totale di Edison da parte di A2A, sia la vendita secca delle azioni in cambio di contanti perché causerebbe probabilmente una minusvalenza", aggiunge la fonte.

Nessuna dichiarazione ufficiale al termine del CdS. Solo un breve comunicato in cui si sottolinea che i consiglieri si sono limitati a prendere visione del rapporto che è stato spiegato nelle sue linee essenziali. Adesso inizierà il lavoro di scrematura del dossier, che dovrà passare al vaglio dei soci i Comuni azionisti di Milano e Brescia e del consiglio di gestione presieduto da Giuliano Zuccoli, oggi non presente alla riunione.

Prima di lasciare l'azienda, il presidente del consiglio di sorveglianza, Graziano Tarantini, si è limitato a sottolineare che "con la buona volontà di tutti una soluzione la troveremo". Ed ha aggiunto: "Per il CdS del 21 ottobre potrebbe esserci una prima ipotesi di linea comune".

Il passo successivo sarà quello di convincere i francesi a sedersi attorno a un tavolo; cosa non del tutto certa. Un punto appare però chiaro: la soluzione del nodo Edison passerà comunque anche attraverso Edipower, controllata al 50% da Foro Buonaparte e al 20% da A2A. Quindi o attraverso la fusione della società che detiene importanti centrali Edison nella stessa Foro Buonaparte o con lo spacchettamento di Edipower dividendo le centrali fra i vari azionisti.

Complessa la struttura azionaria di Edison: A2A possiede il 51% di Delmi, a sua volta Delmi ha in mano il 50% di Transalpina d'Energia (TdE), il cui restante 50% fa capo a EDF (EDF.PA). TdE controlla il 61,3% di Foro Buonaparte.

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