15 settembre 2010 / 13:39 / 7 anni fa

P/T, mercato europeo cresciuto a record 7.000 mld euro - studio

* Mercato repo europeo tornato a livelli pre-crisi 2008

* Indagine mostra scambi per 7.000 mld euro in giugno

* Crescita concentrazione mercato,dominano forti istituzioni

LONDRA, 15 settembre (Reuters) - Il mercato europeo dei pronti contro termine è cresciuto a una dimensione record, superando i livelli registrati prima della crisi finanziaria del 2008 e crescendo del 25% dal dicembre 2009, mostrando che il mercato è in costante recupero.

Lo dice un'indagine condotta dal Consiglio europeo dei Repo della Capital International Market Association (ICMA).

Gli scambi repo richiedono ai contraenti di offrire collaterali a garanzia contro un prestito in denaro. Chi prende a prestito i fondi vende l'asset al creditore e si impegna a riacquistarlo in un certo momento concordato in futuro, per un prezzo concordato.

Il valore totale dei contratti di pronti contro termine in essere alla chiusura del 9 giugno ammontava a 6.979 miliardi di euro, contro i circa 5.500 miliardi di sei mesi prima. Il precedente record, pari a 6.775 miliardi di euro, era del giugno 2007.

L'indagine ha utilizzato i dati di 52 gruppi finanziari e ha anche evidenziato uno spostamento verso l'uso dei servizi centrali di compensazione oltre che un brusco calo nell'utilizzo delle obbligazioni greche come garanzia.

"I risultati del sondaggio confermano la costante ripresa del mercato europeo dei pronti contro termine" ha detto ICMA in un comunicato stampa.

Il mercato europeo del pronti contro termine era in forte contrazione per le preoccupazioni circa il credito dopo la crisi finanziaria del 2008, perché le banche erano riluttanti a trattare in modo diretto con altri.

La quota di contratti pronti contro termine aperta senza una data di scadenza fissata - strutturalmente importante in quanto strumento di finanziamento flessibile - è salita al 6% dal 4,1% nel dicembre scorso, segnalando un miglioramento della fiducia.

Tuttavia, lo studio mette in evidenza una crescente concentrazione del mercato, con le istituzioni emerse relativamente indenni dalla crisi finanziaria che si sono conquistate la maggiore quota di mercato.

Oltre due terzi delle attività oggetto della indagine sono stati effettuati da sole 10 imprese, ben sopra la media storica, dice ICMA. Tale concentrazione potrebbe esagerare la crescita complessiva del mercato, con la posizione delle singole istituzioni nel giorno della rilevazione in grado di esercitare una maggiore influenza.

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