BREAKINGVIEWS - Basilea,da 'cuscinetti' dolori per banche Europa

martedì 14 settembre 2010 12:51
 

L'autore è un editorialista di Breakingviews. Le opinioni espresse di seguito sono personali

di Peter Thal Larsen

LONDRA, 14 settembre (Reuters Breakingviews) - I 'cuscinetti' di Basilea potrebbero fare male alle banche europee. Gran parte degli istituti continentali si trovano al momento già comodamente al di sopra del nuovo ratio minimo del 7% fissata dai regolatori. Ma una riserva pensata per raffreddare il ciclo economico e una richiesta extra di capitali per le banche di sistema potrebbero assorbire gran parte dell'eccesso.

Nonostante il sollievo mostrato dagli investitori all'approvazione delle nuove regole, è troppo presto per le banche per pensare alla restituzione di liquidità.

Sebbene sia stato concesso fino al gennaio 2019 per allinearsi alle nuove regole, un'analisi di Breakingviews mostra che gran parte delle banche europee si trova già sopra la soglia del 7% in termini di capitale sull'attivo ponderato sul rischio. Secondo le previsioni di Kbw sul 2011, solo cinque tra le 50 maggiori banche europee non soddisferanno i requisiti.

Il caso prioncipale è quello di Commerzbank (CBKG.DE: Quotazione), salvata dal governo, cui servono capitali per 9,5 miliardi di euro. Anche se l'istituto può contare su una particolare forma di capitali concessi dal governo tedesco, nota come 'partecipazione silenziosa', che possono essere ripagati entro il 2018.

Se tuttavia si aggiungono i 'cuscinetti' anticiclici il quadro peggiora. Questi permettono al regolatore di richiedere fino al 2,5% in più di capitale, a seconda dell'andamento del ciclo economico. Se si assume un tasso di crescita di metà ciclo, attorno a fine 2011, dell'1,25%, 22 delle 50 maggiori banche europee - incluse Intesa Sanapaolo (ISP.MI: Quotazione), Bbva (BBVA.MC: Quotazione) ed Erste Bank (ERST.VI: Quotazione) - avrebbero bisogno di rafforzare la loro base patrimoniale.

Sono proprio le condizioni extra imposte alle banche di sistema che potrebbero rivelarsi veramente dolorose. Sebbene i regolatori abbiano fornito pochi dettagli sul funzionamento di questi 'cuscinetti' di sicurezza, è logico pensare che gli obblighi vadano a crescere di pari passo col miglioramento dei bilanci.

Supponiamo che la banche debbano garantire uno 0,2% addizionale di capitale ogni 100 miliardi in più di attivi pesati per il rischio. Su tale base gran parte delle maggiori banche europee - tra cui Bnp Paribas (BNPP.PA: Quotazione), Snatander (SAN.MC: Quotazione), Barclays (BARC.L: Quotazione), Unicredit (CRDI.MI: Quotazione), Credit Agricole (CAGR.PA: Quotazione) e Societe Generale (SOGN.PA: Quotazione) - soffrirebbero a fine 2011 di una carenza di capitali. Anche se la quota venisse ridotta allo 0,1% per ogni 100 miliardi di asset, metà delle 50 principali banche continentali finirebbe per aver bisogno di capitali freschi. Tra i grandi istituti solo Hsbc (HSBA.L: Quotazione), Rbs (RBS.L: Quotazione), Lloyds Banking Group (LLOY.L: Quotazione) e Ubs UBSN.VX manterrebbero ancora una posizione di sicurezza.

Certo, probabilmente i rigolatori daranno alle banche tempo a sufficienza per costituire i propri cuscinetti di sicurezza. Ciò dovrebbe permettere di soddisfare le esigenze di capitalizzazione trattenedo parte degli utili piuttosto che rivolgendosi al mercato. E alle banche potrebbe anche essere concesso di utilizzare forme diverse forme di capitale, come i bond convertibili 'contingent', per adempiere agli obblighi.

Nondimeno la reazione del mercato alle regole di Basilea mostra che gli investitori si aspettano che già oggi le banche soddisfino i nuovi requisiti, sebbene questi non entrino in vigore ancora per diversi anni. Finchè le banche non avranno qualche dettaglio in più sui nuovi cuscinetti, sarà prematuro tornare a pensare alla ridistribizione di capitale.