MONETARIO - Cosa succede oggi, lunedì 16 agosto

lunedì 16 agosto 2010 07:48
 

* Il Pil della zona euro nel secondo trimestre è cresciuto al ritmo più elevato da oltre tre anni, trainato dalla Germania, che ha messo a segno la migliore performance dalla riunificazione. I segnali di ripresa dell'economia del vecchio continente sono stati accolti con cautela dai mercati: ne ha beneficiato il Bund, con i rendimenti scivolati ai minimi storici. Di conseguenza, gli spread fra il rendimento del benchmark decennale tedesco e i corrispettivi degli emittenti periferici, Italia compresa, sono tornati su livelli che non vedevano da tempo. Le borse, invece, hanno continuato ad arrancare, sintomo che l'avversione al rischio rimane elevata. Del resto, la stessa Commissione Ue ha accolto con soddisfazione i dati sul Pil, ma ha sottolineato la fragilità della ripresa.

* Il ministro della Funzione Pubblica italiano, Renato Brunetta, intervistato dal Corriere della Sera di sabato, ha detto di vedere una crescita del Pil 2010 compreso fra l'1,5% e il 2%.

* Altri indicatori macroeconomici mostrano che la ripartenza della zona euro è lenta e a rischio intoppi: nel secondo trimestre, per esempio, gli occupati non agricoli in Francia sono cresciuti dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Sempre in Francia, a luglio i prezzi al consumo sono calati dello 0,3% congiunturale e sono saliti dell'1,9% su base annua.

* La ripresa della zona euro sembra trainata dalle esportazioni: a giugno, infatti, la bilancia commerciale ha evidenziato un avanzo di 2,4 miliardi, superando le aspettative. Spinta dall'export, l'economia tedesca, secondo le previsioni dell'Ifo, potrebbe chiudere l'anno con una crescita del Pil del 3%.

* Dall'altra parte dell'Atlantico, i segnali di ripresa sono timidi. A luglio, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,4%, invertendo il trend negativo che durava da due mesi. In rialzo anche i prezzi al consumo: +0,3% a luglio, dopo quattro mesi con il segno meno. Discrete indicazioni dal fronte della fiducia dei consumatori: l'indice Thomson Reuters/Università del Michigan, sempre a luglio, ha registrato un incremento poco migliore delle attese. D'altro canto, l'industria non fornisce segnali confortanti: a giugno, le scorte sono cresciute dello 0,3%, sintomo che i consumi arrancano.   Continua...