5 agosto 2010 / 08:39 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Deficit/pil scenderà al 4,6% a fine 2010 - Bonaiuti

(Aggiunge contesto)

ROMA, 5 agosto (Reuters) - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha annunciato che l'andamento del deficit italiano in rapporto al Pil è migliore del previsto e che a fine anno sarà al 4,6% contro la stima ufficiale del 5%.

"Queste polemiche tutte politiche fanno dimenticare che in queste ore il fabbisogno dello Stato è diminuito mentre i saldi della Tesoreria sono aumentati", ha detto Bonaiuti durante la trasmissione televisiva Unomattina secondo un resoconto diffuso alle agenzie.

"Sono tutti dati che ci permettono di prevedere una riduzione del deficit rispetto al Prodotto interno lordo dall'attuale 5% al 4,6% già entro la fine dell'anno, un ottimo risultato".

A inizio settimana il Tesoro ha comunicato i dati relativi al fabbisogno dei primi sette mesi dell'anno che si colloca a quota 43,1 miliardi, inferiore di 10,5 miliardi a quello dell'analogo periodo del 2009 (53,674 miliardi).

L'ultima stima ufficiale del governo, diffusa il 6 maggio con la Relazione unificata sull'economia e la finanza, fissa l'obiettivo di deficit/pil al 5% nel 2010.

La stima di crescita della Ruef è pari all'1% per l'anno in corso, anche se ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha parlato di un Pil a +1,1% in un'intervista al Sole 24 ore.

Il quadro macroeconomico delineato nel documento è alla base della manovra da circa 25 miliardi approvata dal Parlamento il 30 luglio scorso che, nelle intenzioni del governo, ridurrà il deficit sotto la soglia di Maastricht del 3% nel 2012 (target 2,7%).

Nelle scorse settimane Fondo monetario internazionale, Banca d'Italia e tecnici della Camera hanno messo in guardia dal rischio che la manovra correttiva possa non essere sufficiente a centrare gli obiettivi di bilancio.

Stime di crescita troppo ottimistiche (con l'inevitabile sovrastima del gettito fiscale) e il probabile impatto recessivo della manovra sull'economia potrebbero infatti richiedere nuove misure.

Tremonti ha sempre smentito queste ipotesi e ieri, in una conversazione con Reuters, ha detto che "il Parlamento questo autunno non avrà occasione di occuparsi di conti pubblici". Neanche se le tensioni tra Pdl e finiani generassero una crisi di governo.

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