Federalismo, al via Cdm su decreto per fiscalità comuni

mercoledì 4 agosto 2010 16:51
 

ROMA, 4 agosto (Reuters) - È iniziato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri sul nuovo decreto attuativo del federalismo fiscale in materia di autonomia impositiva dei comuni.

Piatto forte del decreto, secondo quanto riferisce una fonte governativa, è l'introduzione da gennaio 2011 di un'aliquota unica sugli affitti, che potrà essere adottata su base volontaria. Il testo entrato in Consiglio dei ministri fissa l'aliquota al 25%, al 20% per i contratti a canone agevolato.

Altro pilastro del federalismo municipale è l'imposta unica sugli immobili (esclusa la prima casa) a partire dal 2014.

Il nuovo tributo sarà diviso in un'imposta municipale propria e in un'imposta municipale facoltativa.

Nella prima confluiranno gran parte delle imposte che ora gravano sulle case: imposta di registro e di bollo, l'imposta ipotecaria, catastale e Irpef sui redditi fondiari.

La seconda sarà invece frutto di consultazioni popolari indette dai sindaci e riguarderà principalmente i tributi comunali relativi all'occupazione di aree pubbliche come affissioni e insegne.

Il federalismo municipale sarà attuato secondo il governo senza oneri per i conti pubblici.

Il minor gettito che deriva dall'introduzione della cedolare secca sarà compensato, stando allo schema del decreto, dalla maggiore attività di contrasto agli affitti in nero.

Inoltre, mano a mano che aumenterà la capacità di imposizione fiscale dei comuni, lo Stato diminuirà i trasferimenti assicurando l'invarianza di saldo.

Il federalismo fiscale assicurerà ai comuni un gettito di almeno 25 miliardi a regime. Ai 10 miliardi di gettito proprio già ora dei comuni si andranno a sommare infatti gli altri 15 miliardi di attuali trasferimenti che gradualmente saranno trasformati in imposte.