Monetario, chiesti meno fondi a p/t 7 gg, occhi a p/t 3 mesi

martedì 27 luglio 2010 12:46
 

MILANO, 27 luglio (Reuters) - Anche oggi un piccolo segnale di distensione sul mercato monetario: al p/t settimanale le banche hanno chiesto meno fondi rispetto alla scadenza, con la possibilità che invece ne chiedano un po' di più al p/t di domani che, alle stesse condizioni di quello di oggi, offre fondi però per tre mesi.

"Programmare un finanziamento a tre mesi invece che rinnovare continuamente quello a una settimana indica una maggiore capacità a guardare avanti e con maggiore fiducia, cosa che nel pieno della crisi era impensabile" dice un tesoriere.

Del resto, prendersi fondi a tre mesi all'1% potrebbe risultare più conveniente in quell'arco temporale rispetto all'euribor a tre mesi, che si sta avvicinando a quel tasso.

"Anche il fatto stesso di cercare una convenienza è da vedere come un dato di distensione: nel pieno della crisi le banche vedevano come prioritario accaparrare fondi, a prescindere dalla conveninenza" dice un altro.

La Bce ha collocato oggi al p/t settimanale 190 miliardi contro i 201 miliardi in scadenza.

Domani si tiene la terz'ultima operazione di finanziamento a tre mesi alle condizioni facilitate di full allotment e tasso fisso all'1%, con in scadenza 4,8 miliardi. Il tasso euribor a tre mesi continua a salire, stamane è stato fissato allo 0,893%, il massimo dal 31 luglio 2009, da 0,889% ieri.

Anche i depositi o/n sono decisamente diminuiti rispetto a un mese fa e ora si mantengono tra i 55 e 70 miliardi (69,4 miliardi ieri), lontani anni luce dai 250-300 miliardi di un mese fa, con l'altra faccia positiva della medaglia di un aumento degli scambi sul mercato monetario. Ieri l'Eonia, fissato a 0,497%, è stato scambiato per ben 55 miliardi, contro un range nell'ultimo mese tra 45 e 50 miliardi, già ben più consistente rispetto ai 20-30 miliardi scambiati nel periodo di maggior crisi finanziaria.

Da notare poi che il differenziale tra il tasso euribor e l'EoniaSwap a tre mesi, visto come un indicatore di stress sul mercato del credito è a 32,0 pb oggi da 32,6 pb, all'interno del range di periodo di 25-35 pb, ai minimi da metà agosto del 2007, quando è partita la madre di tutte le recenti crisi, quella dei mutui subprime Usa.

Infine, l'intervendo delle banche centrali con l'acquisto di bond sul mercato si è ridotto la scorsa settimana a soli 500 milioni, contro i 16,5 miliardi della prima settimana. Più tardi stamane la Bce renderà noto il risultato del drenaggio dei fondi accumulati a 60,5 miliardi (da 60 miliardi la settimana precedente).

Praticamente ferma la curva dei derivati Euribor: la scadenza settembre FEIU0 è a 99,015 (inv.), dicembre FEIZ0 a 98,915 (-0,010) e marzo FEIH1 a 98,810 (-0,025). Altri dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.