July 20, 2010 / 2:05 PM / 7 years ago

Cina, accelerare riforma mercato obbligazioni - consulente Pboc

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SHANGHAI, 20 luglio (Reuters) - La Cina deve accelerare la riforma del suo opaco mercato obbligazionario, in modo da contribuire prima possibile allo sviluppo della sua finanza.

Lo ha detto Xia Bin, uno dei tre consulenti del comitato di politica monetaria della banca centrale cinese (People's Bank of China): i progressi della riforma del mercato dei bond in Cina sono stati troppo lenti, secondo l'esperto, in parte per la mancanza di un singolo regolatore.

Il mercato obbligazionario cinese ha una struttura frammentata e ugualmente frammentato è il numero dei suoi regolatori, che includono la potente National Development and Reform Commission, la banca centrale e l'autorità di mercato.

Un altro problema è costituito dagli ostacoli burocratici in cui si incorre per avere il via libera alle emissioni e dai limiti ai tipi di investitori che possono acquistarle.

Xia suggerisce che le autorità implementino misure di liberalizzazione simili a quelle che soo state realizzate sul mercato azionario e del risparmio gestito ricorrendo alle figure del "Qualified Foreign Institutional Investor" (QFII) e del "Qualified Domestic Institutional Investor" (QDII).

La prima consente a un investitore estero di acquistare, limitatamente a quote definite, asset cinesi, la seconda permette ai fondi nazionali di acquistare asset all'estero.

"Dato che a questo punto non è possibile un mercato totalmente liberalizzato, possiamo ricorrere ad altri canali per promuovere il mercato dei bond, ad esempio agli schemi QFII e QDII?" si è domandato Xia parlando a un seminario a Shanghai.

Gli analisti ritengono fondamentale lo sviluppo del mercato obbligazionario, anche per dare più opzioni di raccolta di capitali alle società, che oggi ricorrono prevalentemente ad aumenti di capitale (vedi le annunciate maxiemissioni di due giganti bancari di Pechino), prestiti bancari e soci esteri.

Xia parla anche dei passi fatti per sviluppare un mercato obbligazionario offshore per titoli denominati in yuan sulla piazza di Hong Kong, che contribuirebbe allo crescita di un mercato domestico.

"Un'evoluzione che non va contro l'obiettivo di fare di Shanghai un punto di raccolta della finanza internazionale entro il 2020 perchè un mercato offshore dei bond in yuan a Hong Kong aiuterebbe le mire di Shanghai" spiega.

Ieri la Cina ha deciso ufficialmente di permettere la vendita a Hong Kong di prodotti finanziari denominati in yuan dando nel contempo maggior accesso alle aziende ai finanziamenti in valuta cinese.

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