Cina, probabile calo export per diminuzione domanda paesi Ue

martedì 20 luglio 2010 12:36
 

PECHINO, 20 luglio (Reuters) - La Cina nutre forti dubbi sul futuro dell'export, soprattutto a causa della correzione fiscale a cui sono obbligati i governi europei, che rischia di abbattere la domanda europea per i prodotti cinesi.

Definendo il quadro del commercio "ancora complicato e grigio", il ministero del Commercio di Pechino ha fatto sapere oggi di vedere una seconda metà del 2010 al rallentatore dopo la forte crescita del primo semestre.

"La crisi del debito sovrano ha spinto molti paesi Ue verso l'austerità fiscale a scapito di una politica espansiva, cosa che limiterà consumi e investimenti nell'Unione", ha detto il portavoce del ministero Yao Jian durante una conferenza stampa.

EUROPA ED EMERGENTI, TEMPO DI SOBRIETA'

Spagna, Italia, Germania e Gran Bretagna sono fra i paesi Ue impegnati a tagliare il deficit dopo la crisi greca di aprile. Ma anche Brasile, India e altre economie emergenti hanno iniziato a chiudere i rubinetti della politica economica, ragione per cui "lo spazio per una crescita ulteriore dell'export cinese è limitata", ha detto Yao.

Il ministero è dunque intenzionato a confermare le politiche di sostenegno alla domanda estera per il made in China, compresa quella degli sgravi fiscali sull'export.

Le esportazioni di Pechino a giugno superano le previsioni a +43,9% su base annua, dopo il +48,5% di maggio. Ma anche le importazioni hanno avuto un boom, così che la bilancia commerciale ha a malapena contribuito alla crescita nella prima metà dell'anno, dice il National Bureau of Statistics.

Le vendite verso l'estero nel secondo semestre sono viste rallentare bruscamente al +16,3%, con un dato finale 2010 del +24,5%, ha detto lo State Information Centre, un think tank governativo di primaria importanza, in una nota diffusa ieri.   Continua...