19 luglio 2010 / 14:52 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Manovra correttiva vale 25,1 mld dopo esame Senato

(Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

ROMA, 19 luglio (Reuters) - Il valore della manovra correttiva su 2011 e 2012 è salito a 25,1 miliardi dopo l‘esame del Senato dai circa 24,9 miliardi del testo licenziato in Consiglio dei ministri a fine maggio.

Lo si legge nel dossier messo a punto dal servizio studi e dal servizio Bilancio della Camera.

“Le modifiche introdotte dal Senato determinano un‘ulteriore riduzione dell‘indebitamento netto per 77,3 milioni nel 2011, 86,2 milioni nel 2012 e 54,6 milioni nel 2013. Nel 2012 la correzione cresce a 25.068 milioni”, spiega il documento.

La correzione sui conti si basa prevalentemente (62,2% nella media del triennio) sul contenimento della spesa e, al suo interno, della componente di parte corrente.

“Rispetto al testo iniziale, le modifiche introdotte dal Senato determinano un maggior contributo alla manovra netta da parte delle entrate (dal 35,5 in media nel triennio nel testo iniziale al 37,8% nel testo all‘esame della Camera)”, continua il dossier.

Guardando più nel dettaglio, la correzione al 2012 avviene per 14,581 miliardi con minori spese e per 10,487 miliardi con maggiori entrate. La manovra sul 2011 ammonta a 12,130 miliardi: 7,538 miliardi di minori spese e 4,593 di maggiori entrate.

Se si guarda alla manovra lorda, il decreto reperisce risorse pari a 1,5 miliardi nel 2010, a 17,3 miliardi nel 2011, a 27,1 miliardi nel 2012 per poi ridursi a 26,4 miliardi nel 2013”.

L‘impatto sul 2010 ha carattere quai del tutto espansivo. Le misure di stimolo all‘economia valgono 5,2 miliardi nel 2011, 2,06 nel 2012 e 1,41 nel 2013.

POSSIBILE MANOVRA BIS

Come ha già fatto bankitalia, i tecnici avvertono che il governo rischia di dover mettere a punto un nuovo intervento correttivo sui conti pubblici se le prospettive di crescita non miglioreranno ulteriormente rispetto al quadro previsivo su cui si fonda la manovra.

L‘analisi parte dall‘assunto che la manovra ha un‘incidenza sul Pil pari all‘1,5% a fronte di una correzione programmata di 1,6.

“Resterebbe quindi da effettuare un ulteriore aggiustamento pari a 0,1 punti di Pil” per portare il deficit al 2,7% nel 2012, ricorda il dossier.

“L‘aggiustamento richiesto potrebbe essere più o meno accentuato, a seconda dell‘evoluzione del quadro macroeconomico e dell‘impatto della manovra sul tasso di variazione del Pil rispetto a quanto ipotizzato” dal governo, spiegano i tecnici nel dossier.

Durante l‘esame del Senato, il governo ha infatti presentato una stima dell‘impatto macroeconomico della manovra, che evidenzia una minore crescita del Pil pari a 0,1 punti nel 2010 e a 0,2 punti nel 2011 e 2012.

“Ove tali valutazioni dovessero essere confermate, la minore crescita - a parità di altre condizioni - si ripercuoterebbe negativamente sui tendenziali di finanza pubblica ed in particolare sulle entrate , determinando un peggioramento del rapporto indebitamento/Pil. In tale ipotesi, il mantenimento degli obiettivi programmatici potrebbe comportare un ulteriore intervento correttivo”, spiegano i tecnici.

Il governo ritiene però che l‘effetto negativo indotto dalla manovra possa essere bilanciato da una maggiore crescita dell‘economia dovuto al miglioramento della congiuntura.

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