15 luglio 2010 / 12:36 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Stress test, Draghi fiducioso su banche Italia

* Stress test per banche Italia sopra minimi regolamentari

* Banche sostengano piccole imprese in ripresa export

* Credito in ripresa, atteso ingente flusso nuove sofferenze

* Manovra inevitabile, da valutare ancora efficacia effetti

di Stefano Bernabei

ROMA, 15 luglio (Reuters) - Gli stress test sulle banche che saranno resi noti il 23 luglio mostreranno per l'Italia risultati differenziati, ma il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi si è detto fiducioso che gli istituti italiani abbiano patrimoni adeguati.

Rassicurante sul tema più caldo per il settore, il governatore non ha mancato però di richiamare gli istituti a una politica del credito che sia più attenta soprattutto alle piccole e medie imprese che stanno riprendendo ad esportare. Anticipando alcuni dati del Bollettino economico che verrà diffuso nel pomeriggio, Draghi ha sottolineato proprio l'importanza dell'export nella ripresa in atto: è atteso un volume di esportazioni in crescita del 9% nel 2010 e del 5% il prossimo, mentre restano deboli consumi e investimenti.

Draghi ha parlato all'assemblea dell'Abi riunita oggi a Roma che ha segnato il passaggio formale alla presidenza con l'insediamento di Giuseppe Mussari, presidente della banca Mps (BMPS.MI) che succede a Corrado Faissola.

STRESS TEST: SERVONO TRASPARENZA E RISULTATI COMPARABILI

"I test per le banche italiane non potranno ovviamente che presentare risultati differenziati, ma sono fiducioso che mostreranno come le risorse patrimoniali delle singole aziende siano adeguate", ha detto Draghi.

"Certamente saranno superiori ai minimi regolamentari", ha aggiunto.

Il governatore ha quindi avvertito che per avere efficacia queste prove di stress condotte in Europa, su cui si confronteranno i risultati delle banche di diversi Paesi, "devono essere strettamente coordinate tra i vari supervisori, dare risultati comparabili, siano trasparenti nei metodi, nei risultati e nelle ipotesi alla base dell'esercizio".

Draghi ha ricordato che "lo stress ipotizza: una crescita del Pil inferiore di tre punti percentuali a quella attualmente stimata dalla Commissione europea per il biennio 2010-11; un aumento dei tassi di interesse a medio e a lungo termine maggiore di quello osservato nei primi giorni di maggio di quest'anno, durante la crisi greca".

BANCHE ITALIANE: RESTA PROBLEMA DELLA QUALITA' DEL CREDITO

Draghi avverte che il problema della qualità del credito resta in primo piano.

"Nel primo trimestre di quest'anno il rapporto tra le nuove sofferenze e il totale dei finanziamenti bancari è rimasto stabile al 2%, un valore elevato rispetto all'ultimo decennio. Ci attendiamo che anche nei prossimi mesi il flusso di nuove sofferenze rimanga ingente", ha detto Draghi.

Il governatore registra anche che "il credito bancario dà segnali di ripresa. Nei tre mesi terminanti a maggio i prestiti alle imprese sono cresciuti del 2,1% sui tre mesi precendenti, in ragione d'anno; quelli alle famiglie del 5%. Aumenta la domanda di credito delle imprese".

Draghi ha però ammonito le banche, in un passaggio a braccio del suo intervento, perché diano maggiore sostegno alle Pmi: "La domanda di credito delle imprese aumenta, ma si ha la sensazione che molte piccole imprese dicano che la loro domanda non viene soddisfatta".

"Occorre che le banche stiano vicine alle piccole e medie imprese", ha detto Draghi che ha sottolineato come le imprese che lamentano un certo razionamento del credito "sono spesso quelle che operano nella parte più produttiva del Paese e che iniziano a sentire la ripresa e a riprendere le esportazioni".

MANOVRA CORRETTIVA INEVITABILE, SERVONO MESI PER VALUTARE

Poi il governatore parla della manovra di correzione dei conti pubblici da 25 mld e, pur giudicandola inevitabile dato che "lo scenario tendenziale non era sostenibile", sospende il giudizio sull'efficacia.

"Nonostante i costi in termini di crescita dell'economia che la manovra implica nel breve periodo, era inevitabile agire al più presto: lo scenario tendenziale non era sostenibile", ha detto.

"Scontiamo la lentezza con cui l'incidenza del debito pubblico sul Pil è stata ridotta nel decennio successivo all'avvio dell'Unione monetaria. Se la correzione possa effettivamente consentire di raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto potrà essere valutato solo nei prossimi mesi, anche tenendo conto del quadro macroeconomico e delle sue retroazioni sul bilancio".

In particolare il governatore sottolinea che i tagli alla spesa di Stato e Regioni richiedono "modifiche sostanziali alla loro organizzazione" per evitare che non si traducano in tagli ai servizi.

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