13 luglio 2010 / 12:06 / tra 7 anni

PUNTO 2 - Unicredit, rimborso bond Tier1 se non in patrimonio

(aggiunge altri dettagli prospetto, in coda)

MILANO, 13 luglio (Reuters) - Il bond Tier 1 che Unicredit (CRDI.MI) sta per lanciare verrà rimborsato anticipatamente, anche prima della call del 2020, nel caso in cui, con le nuove regole di Basilea 3, questo tipo di strumento non dovesse più essere considerato per il computo del patrimonio di base.

Lo si legge nel prospetto informativo dell‘operazione (Termsheet) di cui Reuters ha ottenuto una copia.

All‘interno del prospetto sono indicati alcuni fattori per i quali l‘emittente si riserva di rimborsare anticipatamente il bond, il più rilevante dei quali riguarda “la possibilità che Basilea 3 non riconosca più questi strumenti per il calcolo del Tier1 (patrimonio di base) di una banca” spiega anche uno dei lead manager dell‘operazione.

In quel caso il bond verrà rimborsato integralmente alla pari. Oggi Unicredit ha dato mandato a un pool di banche per preparare l‘emissione di un Tier 1 perpetuo, callable nel 2020 e con una cedola fino alla call proposta, al momento, attorno al 9%.

Fino allo scorso dicembre i bond Tier 1, per le loro caratteristiche di essere a metà strada tra un bond (con un‘opzione call) e un‘equity (perpetuo) venivano utilizzati per migliorare i ratios patrimoniali. Ma i bond emessi successivamente non hanno più la certezza di avere questo ruolo alla luce della bozza relativa ai regolamenti di Basilea 3 che potrebbero diventare testo definitivo entro la fine dell‘anno.

PER UNICREDIT DUE TIER 1 CON CALL IN SCADENZA

Unicredit peraltro ha due Tier 1 su cui scade la call il prossimo ottobre, per un controvalore in euro di circa 1 miliardo di euro. Il bond di oggi servirebbe quindi al loro, anche parziale, rimborso. Nel caso i bond in scadenza non venissero rifinanziati verrebbe a ridursi il ratio patrimoniale della banca.

Per altro il Tier 1 in euro in scadenza ha una cedola dell‘8,05%, mentre il bond in preparazione, al momento, viene proposto con una cedola attorno al 9%.

“Unicredit gioca d‘anticipo e scommette sul fatto che Basilea 3 torni a considerare questi strumenti ai fini del patrimonio di base, offrendo peraltro una buona cedola” dice una fonte bancaria.

“D‘altra parte si tutela con la possibilità di un rimborso anticipato alla pari. Se i rendimenti a lunga sono destinati a scendere, come sembra, il prezzo potrebbe salire oltre la pari e quindi per l‘emittente sarebbe protettivo”.

Altri mettono in relazione la decisione di emettere un bond di questo tipo da parte di Unicredit con i risultati degli stress test. “Se dal test fosse emersa la necessità di un aggiustamento di ratios, questo bond sarebbe la mossa per giocare di anticipo” dice un trader.

SOSPENSIONE PAGAMENTO INTERESSI

Nel proseptto dell‘operazione si evidenziano anche alcuni casi in cui l‘emittente può decidere di non pagare gli interessi del bond e altri in cui le è proibito farlo.

L‘emittente può decidere di non pagare gli interessi, o di pagarne solo una parte, nel caso in cui per esempio non abbia distribuito profitti (nella forma di dividendo o altro) oppure, a sua sola discrezione, sulla base di una valutazione della situazione finanziaria e di solvenza della banca.

Invece potrebbe essere la stessa Banca d‘Italia a proibire all‘emittente il pagamento degli interessi, nel caso in cui ci fosse uno shortfall di capitale.

“Con questo prospetto l‘operazione si avvicina a quelle che già vengono fatte di questo tipo in Francia” commenta uno dei lead manager.

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