Europa, 2.500 mld debiti corporate scadono entro 2013 - S&P

martedì 13 luglio 2010 16:36
 

MILANO, 13 luglio (Reuters) - Da qui alla fine del 2013 andranno in scadenza circa 2.500 miliardi di euro di debito corporate europeo, in un contesto che vede costanti preoccupazioni sul settore bancario e i rischi potenziali di un ulteriore deterioramento della fiducia negli emittenti sovrani.

Queste le valutazioni di un articolo della divisione analisi del reddito fisso di Standard&Poor's dedicato al tema di come i problemi delle finanze pubbliche possano indebolire la capacità di rifinanziamento dei prenditore europei.

I 2.500 miliardi di euro o oltre 3.000 miliardi di dollari - di prenditori finanziari e non - in scadenza dal secondo semestre di quest'anno a fine 2013 si devono paragonare con 2.400 miliardi di dollari di corporate in scadenza in Usa fino a fine 2013, secondo Diane Vazza, resposabile della Fixed Income Research S&P.

Del debito in scadenza in Europa, 511 miliardi di euro maturano nel 2010, 734 nel 2011, 718 nel 2012 per finire con 502 miliardi di euro con scandenza 2013.

"Considerato il ruolo di stabilizzazione delle banche giocato dal governo durante la recente crisi, ogni ulteriore deterioramento del merito di credito sovrano avrà probabilmente negative implicazioni per prenditori finanziari e non sia nei costi di indebitamento che in termini di accesso al mercato", prosegue Vazza.

Ad esempio, gli emittenti finanziari europei, che rappresentano il 71% della pipeline totale di refunding al 2013, potrebbero dover affrontare maggiori rischi sul fronte dei tassi di interesse. I tassi prevalentemente bassi hanno ridotto il costo di carry per le banche, ma un rialzo potrebbe erodere questo vantaggio, nota S&P.

L'aumento delle esigenze di finanziamento e rifinanziamento degli emittenti sovrani potrebbe distogliere i capitali dagli emittenti corporate e S&P stima che a medio-lungo il fabbisogno di finanziamento dei governi europei arriverà a circa 1.500 miliardi di euro nel 2010.

Le condizioni di credito erano nettamente migliorate nei primi mesi 2010 ma si sono poi deteriorate in un contesto di domanda di prestiti bassa per colpa della bassa crescita.

Contemporaneamente, l'offerta di finanziamento potrebbe restringersi mentre le banche decidono di spostare i loro fondi per sistemare i loro bilanci, inclusa la costituzione di ampi cuscinetti di liquidità, piuttosto che fare prestiti alle aziende.   Continua...