7 luglio 2010 / 17:10 / tra 7 anni

PUNTO 2 -Manovra, tassa assicurazioni per ok a richieste imprese

(Aggiunge dettagli in coda)

ROMA, 7 luglio (Reuters) - Il relatore alla manovra, Antonio Azzollini, ha presentato un emendamento che introduce una tassa sulle compagnie assicurative per finanziare la soppressione della stretta fiscale alle imprese contestata da Confindustria.

L‘emendamento modifica il testo unico delle imposte sui redditi nella parte che disciplina il reddito delle compagnie assicurative.

“La variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita concorre a formare il reddito dell‘esercizio in misura pari al 90%”, dice l‘emendamento.

La tassa scatta, “nella misura del 50%, anche sul versamento del secondo acconto di imposta sul reddito delle società previsto” per il 2010.

La relazione tecnica, per stimare gli effetti dell‘emendamento, spiega che l‘incremento delle riserve è risultato pari a 42 miliardi nel 2009.

Tenendo conto prudenzialmente di una cifra pari al 20% dei 42 miliardi, il recupero di base imponibile sarebbe pari a 850 milioni su base annua, cui si applica un‘aliquota Ires del 27,5%.

Per cassa, la relazione stima un gettito di 88 milioni nel 2010, di 321 nel 2011, di 234 milioni nel 2012 e nel 2013.

SALTA LA STRETTA FISCALE SULLE IMPRESE

Il gettito della tassa va a finanziare una serie di misure. Innanzitutto gli 80 milioni sia nel 2011 che nel 2012 alle forze di sicurezza, annunciati oggi dai ministri Ignazio La Russa, Roberto Maroni e Giulio Tremonti. Poi i 50 milioni in più l‘anno per Roma capitale, che si aggiungono ai 300 già previsti in manovra.

Ma, soprattutto, la stretta sulle assicurazioni serve a recepire le richieste avanzate da Confindustria e dal mondo delle imprese in generale contro l‘inasprimento delle riscossioni fiscali.

Viene allentata, ad esempio, la stretta sulle compensazioni tra crediti e debiti fiscali. La manovra prevede che se un contribuente ha procedimenti pendenti, non ancora passati a sentenza definitiva, non può procedere a compensazioni superiori a 1.500 euro. Se lo fa si vede contestare la somma oggetto di compensazione in misura pari al 50%. L‘emendamento prevede invece che la sanzione non possa essere applicata fino al momento in cui l‘iscrizione a ruolo non diventa definitiva.

Viene anche soppresso il comma 9 dell‘articolo 38, che prevedeva 150 giorni di sospensiva giudiziale degli accertamenti da parte del giudice tributario.

L‘emendamento introduce inoltre la possibilità di compensare dal prossimo anno i crediti nei confronti di alcune pubbliche amministrazioni con i debiti fiscali iscritti a ruolo.

I crediti dovranno essere certi, liquidi ed esigibili e maturati nei confronti di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale.

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