July 5, 2010 / 5:39 PM / 7 years ago

Manovra al palo in Senato in attesa di Tremonti e Berlusconi

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ROMA, 5 luglio (Reuters) - Stallo in Senato sulla manovra in attesa di novità dall'incontro tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in corso ad Arcore.

La commissione Bilancio si è riunita alle 15,00 (con un'ora di ritardo) ma, a parte l'emendamento del relatore sulle pensioni (che pure tante polemiche ha suscitato), non è riuscita a proseguire nell'esame della manovra correttiva. Risultato: anche se non è ancora ufficiale, quasi sicuramente l'approdo in aula slitterà da domani a mercoledì.

A complicare il lavoro dei senatori ci ha pensato anche un improvviso black out (con tanto di odore di gas) che ha costretto a sospendere i lavori in commissione.

Ma, incidenti a parte, l'impressione è che i lavori procedano a rilento perché i senatori aspettano un qualche segnale politico da Arcore, dove Berlusconi sta incontrando Tremonti. La tensione tra i due è tornata alta, tanto che ieri il Corriere della sera riportava in prima pagina che il ministro avrebbe minacciato le proprie dimissioni.

Tremonti non cede sulla linea del rigore nonostante le pressioni per ammorbidire la manovra che provengono da più fronti: enti locali, magistratura, mondo delle imprese e persino dalle fila del governo, che sembra lontano dal marciare compatto.

Berlusconi teme, invece, le ricadute in termini di consenso di una manovra in cui ha proprio difficoltà a riconoscersi. Lo dimostra la sortita che il Capo del governo ha fatto sabato per smentire il taglio alle tredicesime nel settore pubblico che il relatore ha proposto di inserire in manovra per compensare l'attenuazione del blocco agli scatti e alle promozioni dei dipendenti pubblici.

In attesa che l'incontro volga al termine, ecco in sintesi i nodi principali che devono essere ancora sciolti:

Le Regioni

Le regioni proprio non ne vogliono sapere dei 13 miliardi che la manovra impone loro tra il 2011 e 2013.

Per ammorbidire la protesta, Azzollini ha presentato un emendamento che affida alla conferenza Stato-regioni il compito di ripartire i tagli. E i criteri da seguire tengono conto anche del rispetto del Patto di stabilità. Una toppa peggiore del buco, secondo la colorita risposta di Roberto Formigoni.

Il governo tornerà a vedere le regioni domani ma non è ancora chiaro cosa sia disposto a offrire.

Le Tredicesime

"L'emendamento sulle tredicesime verrà corretto sicuramente", ha detto il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, che fa da anello di collegamento tra Tesoro e Senato.

Da notare che Casero parla di riformulazioni, non ha detto che l'emendamento sarà ritirato.

Come che sia, la proposta di sbloccare scatti e promozioni nel pubblico impiego andando a colpire le tredicesime di intere categorie (tra le quali polizia e carabinieri) rischia di alimentare ulteriormente la tensione con il sindacato, Cgil in primis.

La Stretta Fiscale Unisce Confindustria E Pmi

Grandi o piccole, le imprese sono unite nel contestare una parte delle misure di contrasto all'evasione fiscale.

Confindustria e Rete imprese Italia (che riunisce artigiani e commercianti) criticano gli articoli 31 e 38 della manovra che a loro dire conterrebbero "violazioni gravi dei diritti dei contribuenti".

Il primo articolo blocca la compensazione tra crediti e debiti per chi abbia ricevuto una cartella esattoriale. Il secondo articolo costringe il contribuente a pagare la somma contestata dal fisco anche se è ancora pendente un ricorso presso le commissioni tributarie.

I Certificati Verdi

Nessuna marcia indietro finora sulla cancellazione dell'obbligo di riacquisto dei certificati verdi da parte del Gestore dei servizi elettrici.

Azzollini si è limitato a depositare un emendamento che destina per due terzi i risparmi ottenuti con l'articolo 45 a ricerca e Università.

La misura non piace alle imprese e suscita perplessità anche tra le fila del governo. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, l'ha aspramente criticata ieri dalle colonne del Sole 24 ore. Contrario anche il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia.

IL NODO DEI MARGINI ALLE FARMACIE La manovra aumenta i margini che i farmacisti ottengono dalla vendita dei farmaci e distribuisce gli oneri sull'intera filiera: dalle case produttrici ai grossisti.

E proprio i grossisti sono scesi in campo oggi annunciando per domani la sospensione nella distribuzione dei farmaci.

"Le imprese contestano in particolare l'articolo 11 comma 6 del decreto legge che prevede un taglio del 55% (dal 6,65 al 3% sul prezzo al pubblico, al netto d'Iva) dei margini commerciali", si legge in un comunicato.

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