Monetario stabile in attesa due importanti aste domani

lunedì 5 luglio 2010 12:29
 

MILANO, 5 luglio (Reuters) - Il mercato monetario conferma oggi la nuova situazione che si è venuta a creare dopo la parziale richiesta di fondi da parte delle banche in occasione della scadenza del p/t a un anno. E attende le prossime mosse in agenda: l'operazione di drenaggio a 7 giorni e il p/t di finanziamento, in agenda entrambe domani, che potrebbero fornire un segnale sullo stato della crisi del credito.

"E' una situazione nuova, difficile prevedere come si comporterà il complesso di banche della zona euro" dice un tesoriere.

Per ora si possono fare solo due tipi di ipotesi in generale: una conferma dell'attuale livello di liquidità, oppure una sorta di ravvedimento delle banche per essere state parche nelle richieste con un ritorno quindi all'accapparramento di fondi.

Come è noto, in occasione della scadenza del p/t a un anno da 442 miliardi la Bce ha organizzato due p/t, uno a tre mesi e uno a sei giorni per un totale di soli 280 miliardi.

La diminuita liquidità si è trasformata in un minor ricorso ai depositi overnight che ora ammontano a poco più di 200 miliardi, mentre l'eccesso di liquidità è stimato attorno ai 360-370 miliardi di euro, contro i circa 490 della settimana precedente.

Ora sarà cruciale vedere come si comporteranno le banche nelle due operazioni opposte, quella in cui la Bce propone di drenare fondi in relazione alle sue operazioni di acquisto bond, e quello del consueto finanziamento settimanale, che stavolta raccoglie la scadenza del p/t precedente e quello a sei giorni, per un totale di 280 miliardi.

"Come nell'occasione del rinnovo del p/t a un anno, tutti i riflettori sono accesi sui risultati per capitare il grado di stretta del credito in cui vivono ancora le banche" dice un altro tesoriere.

Se le banche dovessero rinnovare meno o tutti i 280 miliardi in scadenza dai due p/t e dovessero 'lasciarsi drenare' tutti i fondi che la Bce oggi indicherà come ammontare di acquisto bond, allora il messaggio sarà positivo.

Ma se invece le banche dovessero chiedere molto più di quei 280 miliardi e 'si lasceranno drenare' poco, "allora significa che la crisi del credito è ancora lontana dalla fine" dice un altro tesoriere.   Continua...