PUNTO 2 -Pensioni, dal 2016 più contributi, ma Sacconi smentisce

giovedì 1 luglio 2010 19:55
 

(Aggiunge smentita Sacconi)

ROMA, 1 luglio (Reuters) - Dal 2016 non basteranno più 40 anni di contributi per andare in pensione indipendentemente dall'età.

La novità, prevista da un emendamento del relatore Antonio Azzollini alla manovra correttiva, ha suscitato le critiche dei sindacati e soprattutto della Cgil, che parla di "una misura illegittima e illogica", ma è stata in serata smentita dal ministro al Welfare Maurizio Sacconi che l'ha definito effetto di un "refuso".

Tutto nasce da un emendamento del relatore alla manovra che lega da gennaio 2016 l'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita. La misura riguarda tutte le forme di pensione: vecchiaia, anzianità, settore pubblico e privato, pensioni sociali e soprattutto il "requisito contributivo di 40 anni".

Gli effetti dell'emendamento, qualora fosse inserito così com'è in manovra, si sommerebbero poi alla cosiddetta "finestra mobile" per il pensionamento di lavoratori dipendenti e autonomi.

L'articolo 12 della manovra prevede infatti che i lavoratori dipendenti vadano in pensione "trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti", 18 mesi per gli autonomi.

Critica la Cgil, che contesta la misura perché "allontana sempre di più il lavoro per i giovani e impoverisce la spesa previdenziale".

L'aggancio alle aspettative di vita "viene esteso anche all'anzianità contributiva di 40 anni che diventano così 41 per effetto della manovra e crescono per effetto della revisione triennale, per giunta senza alcun vantaggio per i lavoratori che sono costretti a rimanere in servizio", aggiunge il sindacato di Corso d'Italia in una nota.   Continua...