Manovra, slitta a 2012 aumento contributi per abolizione scalone

giovedì 1 luglio 2010 17:15
 

ROMA, 1 luglio (Reuters) - Slitta dal 2011 al 2012 l'aumento delle aliquote contributive previsto dal protocollo sul Welfare che ha abolito lo scalone Maroni.

Questo è l'effetto di un emendamento alla manovra presentato dal relatore Antonio Azzollini e che riduce di 87 milioni nel 2011 i finanziamenti ai patronati per ammortizzare lo slittamento.

I risparmi sui patronati serviranno infatti a neutralizzare l'aumento delle aliquote contributive.

La misura riduce l'aliquota di prelievo sul gettito dei contributi previdenziali incassati nel 2010 che serve a finanziare i patronati. L'aliquota è ridotta allo 0,178% dallo 0,226% previsto dal 2001.

Inoltre, per il 2011 gli stanziamenti nel bilancio del ministero del Lavoro per il finanziamento dei patronati sono ridotti del 22%.

"I risparmi derivanti, pari a 87 milioni per il 2011, concorrono alla compensazione degli effetti derivanti dall'aumento contributivo" previsto dal protocollo sul Welfare, spiega la relazione tecnica.

Il ddl che ha abolito lo scalone Maroni (con un costo di 10 miliardi al 2018) era in parte coperto dall'accorpamento di tutta una serie di enti previdenziali. Il governo di allora, guidato da Romano Prodi, aveva inserito nella legge una "clausola di invarianza". Se non si fosse dato seguito alla creazione della Super-Inps sarebbero aumentate le aliquote contributive.

Nel dettaglio, il protocollo sul Welfare elevava dal 2011 l'aliquota contributiva di tutte le tipologie di lavoratori di 0,09 punti percentuali.

Se l'emendamento Azzollini sarà inserito in manovra l'incremento entrerà in vigore un anno dopo, nel 2012. Ma a pagare saranno appunto i patronati, i centri di assistenza fiscale gestiti dal sindacato.