Pensioni, dal 2016 non bastano 40 anni contributi, Cgil attacca

giovedì 1 luglio 2010 17:41
 

ROMA, 1 luglio (Reuters) - Dal 2016 non basteranno più 40 anni di contributi per andare in pensione.

La novità, prevista da un emendamento del relatore Antonio Azzollini alla manovra correttiva, fa insorgere la Cgil che parla di "una misura illegittima e illogica".

L'emendamento lega dal gennaio 2016 l'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Misura che riguarda tutte le forme di pensione: vecchiaia, anzianità, pensioni sociali e soprattutto il "requisito contributivo di 40 anni".

Gli effetti dell'emendamento, qualora fosse inserito in manovra, si sommerebbero alla cosiddetta "finestra mobile" per il pensionamento di lavoratori dipendenti e autonomi.

L'articolo 12 della manovra prevede infatti che i dipendenti vadano in pensione "trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti", 18 mesi per gli autonomi.

Critica la Cgil, che definisce la misura "illegittima ed illogica" perché "allontana sempre di più il lavoro per i giovani e impoverisce la spesa previdenziale".

L'aggancio alle aspettative di vita "viene esteso anche all'anzianità contributiva di 40 anni che diventano così 41 per effetto della manovra e crescono per effetto della revisione triennale, per giunta senza alcun vantaggio per i lavoratori che sono costretti a rimanere in servizio", aggiunge il sindacato di Corso d'Italia in una nota.