30 giugno 2010 / 18:07 / 7 anni fa

PUNTO 1-Federalismo, ok Cdm a relazione. Bossi: passo importante

(Accorpa pezzi differenti)

ROMA, 30 giugno (Reuters) - Il Consiglio dei ministri, presieduto dal ministro delle Riforme Umberto Bossi poiché Silvio Berlusconi è impegnato all'estero, ha approvato la relazione messa a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul federalismo fiscale.

"E' stato compiuto un passo importante rispetto al federalismo", ha commentato soddisfatto il leader della Lega in conferenza stampa con Tremonti, Roberto Calderoli e Raffaele Fitto a palazzo Chigi.

I decreti attuativi della legge delega sul federalismo devono essere approvati entro il 21 maggio 2011 e quindi presentati entro il prossimo dicembre.

Calderoli ha detto la scorsa settimana che punta ad avere pronti entro luglio i decreti che riguardano l'autonomia impositiva di Comuni, Province e Regioni a partire dal 2012.

Secondo Bossi ora "è scoppiata la pace tra Tremonti e le Regioni" e le Regioni hanno adesso "digerito la manovra" che è in discussione al Senato e che opera tagli ai trasferimenti per 4 miliardi nel 2011, 4,5 miliardi sia nel 2012 sia nel 2013.

"Pensiamo che ci sia la base per fare la cedolare secca sugli affitti. Pensiamo si possa anche andare oltre", ha detto Tremonti spiegando i contenuti della relazione oggi approvata in Consiglio dei ministri.

Il ministro ha spiegato che il governo è a uno stadio molto avanzato nella definizione del federalismo municipale dei comuni, che "è il livello base del federalismo".

"Sulle Regioni non siamo ancora pronti nel dire cosa abbiamo di fiscalità propria ma a luglio lo sapremo", ha aggiunto.

La relazione spiega che a regime con il federalismo i comuni potranno contare su un gettito proprio di almeno 25 miliardi. Il prelievo assumerà la forma di un'imposta unica sugli immobili.

"Il gettito fiscale già proprio dei Comuni è pari a circa 10 mld di euro. I trasferimenti statali ai comuni rilevanti ai fini di questa riforma sono attualmente pari a circa 15 mld di euro. La ipotesi di riforma si svilupperebbe con il trasferimento ai comuni dei tributi statali che attualmente insistono sul comparto immobiliare (circa 15 mld di euro), che si aggiunge all'attuale gettito fiscale locale", spiega la relazione.

Il documento aggiunge che i comuni potranno contare in prospettiva anche sulla nuova capacità di riscossione che deriva dalla manovra correttiva.

Due le voci di possibili ulteriori entrate: la partecipazione dei comuni all'attività di accertamento e al contrasto all'evasione fiscale e contributiva; l'aggiornamento del catasto con l'istituzione dell'anagrafe immobiliare integrata.

In ogni caso, ha detto Tremonti, l'imposta unica sugli immobili non riguarderà la prima casa.

Non è ancora chiaro quanti risparmi il federalismo possa portare alle casse dell'Erario.

"Non siamo ancora in grado di dare numeri per i risparmi. Non diamo numeri, diamo un percorso e un metodo", ha detto Tremonti, aggiungendo che l'ammontare dei minori oneri dovrebbe essere definito "tra luglio e settembre".

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