13 luglio 2010 / 08:58 / tra 7 anni

SCHEDA - Manovra approda in aula al Senato: le principali novità

ROMA, 13 luglio (Reuters) - Approda oggi in aula al Senato la manovra correttiva da 25 miliardi su 2011 e 2012.

Il decreto, sul quale il governo porrà la questione di fiducia, sarà licenziato da Palazzo Madama entro giovedì per poi andare alla Camera in seconda lettura.

L‘esame alla Camera dovrà concludersi entro il 29 luglio (l‘arrivo in aula è in agenda per il 26). Il decreto scade il 30 luglio, per cui rimarrebbe solo un giorno di tempo per una eventuale terza lettura (fra l‘altro un venerdì, quando solitamente l‘aula del Senato non lavora).

Di seguito una sintesi delle principali misure con le modifiche introdotte in commissione al Senato:

REGIONI SI DISTRIBUIRANNO TAGLI DA 13 MLD AL 2013

La manovra viene finanziata con forti tagli a Regioni, province e comuni. In totale i minori trasferimenti pesano per 6,3 miliardi nel 2011, 8,5 nel 2012 e 8,5 nel 2013. Arrivano però 350 milioni l‘anno per Roma capitale.

Il grosso viene dalle Regioni, che dovranno sostenere minori risorse per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 miliardi a partire dal 2012.

I tagli alle Regioni saranno ripartiti “secondo criteri e modalità stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni”. Per i comuni sarà la Conferenza Stato-Città a decidere.

TAGLIO 10% A SPESE DI TUTTI I MINISTERI

Anche i ministeri sono chiamati a contribuire al percorso di risanamento dei conti con un taglio lineare del 10% delle spese.

I minori fondi ammontano a 1,4 miliardi nel 2011, a circa 2 nel 2012 e a 2,7 miliardi nel 2013.

Per centrare gli obiettivi di deficit un decreto della presidenza del Consiglio potrà attivare ulteriori riduzioni delle dotazioni finanziarie.

La manovra prevede che anche la Banca d‘Italia, nell‘ambito del suo ordinamento, tenga conto dei principi di contenimento della spesa.

IL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI NEL PUBBLICO IMPIEGO

Fino al 2013 per i dipendenti pubblici niente rinnovi contrattuali. Escluse le componenti straordinarie delle retribuzioni (maternità, malattie, missioni all‘estero).

Introdotte deroghe per il personale della scuola, delle forze dell‘ordine e della difesa. Per i magistrati, il taglio riguarda l‘indennità giudiziaria, che assicura una più equa distribuzione degli oneri all‘interno del comparto e tra giovani e anziani.

Stretta sulla buona uscita dei dipendenti pubblici, che sarà erogata in un unico importo annuale solo se l‘ammontare complessivo non supera i 90.000 euro. Tra 90.000 e 150.000 la liquidazione sarà erogata in due anni e sopra i 150.000 in tre.

I TAGLI PER DIRIGENTI PUBBLICI, MINISTRI E SOTTOSEGRETARI

Taglio del 5% per gli stipendi dei dirigenti pubblici tra 90.000 e 150.000 euro, del 10% sopra i 150.000.

Ridotti dal primo gennaio 2011 del 10% gli stipendi di ministri e sottosegretari non parlamentari, con un risparmio di 72.165 euro l‘anno. La norma riguarda 2 ministri e 7 sottosegretari.

Spariscono tutta una serie di enti pubblici tra cui il principale è l‘Isae, l‘Istituto di analisi economica. Altri enti vengono accorpati o definanziati.

FINESTRA MOBILE PER LE PENSIONI, 3,5 MLD AL 2013

Arriva la “finestra mobile” per il pensionamento di lavoratori dipendenti e autonomi. L‘articolo 12 prevede infatti che i dipendenti vadano in pensione “trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti”, 18 mesi per gli autonomi. La finestra mobile porterà risparmi per 360 milioni nel 2011, che diventeranno 2,6 miliardi nel 2012 e 3,5 miliardi nel 2013.

AGGANCIO PENSIONI A ATTESE VITA DA 2015, POI 2019

Parte nel 2015 l‘aggancio dei requisiti di pensionamento all‘aumento dell‘aspettativa di vita, ma un emendamento inserito in manovra prevede un secondo adeguamento solo nel 2019. Da quell‘anno la revisione avverrà su base triennale, quindi i requisiti saranno nuovamente rivisti nel 2022.

La Cgil ritiene che finestra mobile e aggancio alla durata della vita eliminino di fatto il requisito per l‘accesso alla pensione con 40 anni di contributi indipendentemente dall‘età anagrafica.

Anticipato al 2012 l‘aumento a 65 dell‘età per la pensione di vecchiaia delle dipendenti pubbliche, come chiesto dalla Ue.

IRES PESANTE PER LE ASSICURAZIONI, 234 MLN AL 2012

Stangata sulle compagnie di assicurazione. La manovra prevede che la variazione delle riserve obbligatorie per il ramo vita concorra per il 90% al reddito imponibile . La tassa scatta nella misura del 50% già con il secondo acconto di imposta del 2010.

Questo il gettito (stimato in via prudenziale): 88 milioni nel 2010, 321 nel 2011, 234 milioni sia nel 2012 che nel 2013.

ENTRANO IN MANOVRA MISURE PER LIBERTÀ D‘IMPRESA

Arriva la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività per aumentare la libertà d‘impresa, che si avvia a sostituire buona parte dei regimi di autorizzazione. Con la Scia tutti i controlli amministrativi saranno svolti ex post.

Il governo aveva intenzione di procedere alla riforma della libertà d‘impresa con un doppio binario: da una parte una legge ordinaria, dall‘altra una modifica dell‘articolo 41 della Costituzione. La parte ordinaria confluisce quindi nella manovra.

FONDAZIONI NON DOVRANNO SVALUTARE TITOLI “TOSSICI”

Un emendamento consente alle Fondazioni bancarie e alle compagnie di assicurazione di non procedere nel 2010 alla svalutazione di titoli e attività finanziarie.

Inoltre, le fondazioni potranno investire in immobili una quota pari al 15% (prima era il 10) del loro patrimonio complessivo.

2,9 MLD PER I MINORI ACCONTI IRPEF

La manovra conferma anche per il 2011 e il 2012 il differimento degli acconti Irpef. L‘articolo 55 quantifica in 2,3 miliardi il costo dell‘operazione nel 2011, 600 milioni per il 2012.

LE MISURE ANTIEVASIONE

Il pacchetto antievasione concorre ad assicurare più del 30% della manovra da 24,9 miliardi al 2012.

Scende da 12.500 a 5.000 euro il tetto per l‘utilizzo di denaro contante. Fattura telematica obbligatoria sopra i 3.000 euro. Rafforzato il redditometro, il sistema di controlli che si basa sul confronto tra dichiarazioni dei redditi e consumi di lusso.

Salta l‘innalzamento dal 74% all‘85% della soglia per ottenere la pensione di invalidità ma aumentano a 250.000 da 200.000 i controlli annui per stanare i falsi invalidi.

Viene allentato il potenziamento delle riscossioni fiscali, accogliendo le richieste di Confindustria. La copertura deriva dalla tassa sulle assicurazioni.

Le imprese potranno inoltre compensare le somme iscritte a ruolo con i crediti verso la pubblica amministrazione.

RIPRISTINATO ACQUISTO CERTIFICATI VERDI DA PARTE GSE

Il Gse continuerà ad acquistare i certificati verdi per stimolare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Tuttavia, i certificati da ritirare si ridurranno dal 2011 del 30%, “prevedendo che almeno l‘80% di tale riduzione derivi dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso”.

Novità anche sul Cip6, il sistema di incentivi ai produttori di energia da fonti rinnovabili e assimilate.

La manovra prevede che le risorse derivanti dalle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cip6 relative alle fonti assimilate alle fonti rinnovabili saranno utilizzate per “interventi nel settore della ricerca e dell‘Università”.

NUOVA SOSPENSIONE TASSE IN ZONE TERREMOTATE DELL‘ABRUZZO

Nuova sospensione fino al 20 dicembre 2010 al pagamento delle tasse nelle zone terremotate in Abruzzo. La sospensione vale solo per i contribuenti titolari di redditi d‘impresa e per le aziende che hanno un volume di affari inferiore a 200.000 euro. Escluse banche e assicurazioni.

Il pagamento delle tasse riprenderà nel 2011. La copertura deriva per il 2010 dal gettito dello scudo fiscale, dalle accise sui tabacchi a partire dal 2011.

LA SANATORIA SULLE CASE FANTASMA

La manovra 2011-2012 prevede anche la regolarizzazione degli immobili che non sono iscritti al catasto. I contribuenti hanno tempo fino al 31 dicembre per procedere alla dichiarazione di aggiornamento catastale. In caso contrario si vedranno attribuire una rendita presunta.

La relazione tecnica si limita a spiegare che le case fantasma non censite sono 1,3 milioni, con una corrispondente rendita catastale di circa 627 milioni e un recupero Irpef di 104 milioni annui. In termini di cassa, la regolarizzazione produce 183 milioni nel 2011 e 104 nel 2012 e 2013. Tuttavia, il calcolo non considera il maggior gettito in termini di tributi regionali e locali.

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