29 giugno 2010 / 17:20 / tra 7 anni

PUNTO 2 - Manovra, da luglio via a rincari pedaggi autostradali

(Riscrive con nota Anas e contesto)

ROMA, 29 giugno (Reuters) - I pedaggi presso le stazioni delle autostrade collegate con le tratte e i raccordi gestiti dall‘Anas aumenteranno dal primo luglio di uno o due euro.

Un comunicato dell‘Anas conferma infatti che è stato firmato il 25 giugno scorso il decreto del presidente del Consiglio attuativo dell‘articolo 15 della manovra correttiva.

L‘articolo disciplina una fase transitoria in vista dei nuovi pedaggi che saranno introdotti su tutte le autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta Anas.

La maggiorazione ammonta a 1 euro per le classi di pedaggio A e B e a 2 euro per le classi 3, 4 e 5.

“Il Gra [il Grande raccordo anulare] resterà libero da pedaggio, per cui i romani che lo utilizzano non dovranno pagare nulla”, dice il sindaco della capitale Gianni Alemanno.

Quanto ai nuovi pedaggi sulle autostrade e i raccordi gestiti direttamente dall‘Anas, l‘articolo 15 prevede che i criteri siano fissati con un decreto del presidente del Consiglio, da emanare entro 45 dall‘entrata in vigore della manovra, quindi entro il 15 luglio. Nel complesso le tratte sono circa 22.

Non è finita: la manovra prevede dal primo luglio una serie di aumenti del canone annuo di pedaggio dovuto all‘Anas dalle diverse concessionarie autostradali. Aumenti che, sulla base dei contratti di concessione, saranno scaricati in tariffa a carico degli utenti. L‘aumento varia da uno a tre millesimi di euro a chilometro a seconda delle classi di pedaggio. Ulteriori incrementi scatteranno dal 2011.

Altre misure previste in manovra scatteranno dal primo luglio. Tra queste anche l‘attesa fattura telematica che secondo il governo renderà più difficile la vita agli evasori. La manovra prevede infatti l‘obbligo di comunicazione all‘Agenzia delle entrate per le fatture sottoposte a Iva di importo pari o superiore ai 3 mila euro.

Novità anche per gli atti sulle compravendite di case. Sempre da giovedì prossimo gli atti pubblici e le scritture private che hanno ad oggetto il trasferimento e la costituzione di diritti reali, nonché lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, devono contenere (pena la nullità), oltre all‘identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie.

La manovra è stata approvata dal Consiglio dei ministri di fine maggio con decreto ed è questo il motivo per il quale le sue misure sono già operative anche se il testo è ancora al vaglio del Parlamento.

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