June 28, 2010 / 4:01 PM / 7 years ago

PUNTO 1-Manovra, Berlusconi non chiude porta a Regioni-Formigoni

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge altre dichiarazioni Formigoni, contesto)

MILANO, 28 giugno (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha chiuso la porta alle regioni nella battaglia per rivedere i 13 miliardi di tagli imposti loro in manovra.

Lo ha detto il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, dopo le dichiarazioni fatte ieri da Berlusconi, per il quale le regioni non possono continuare a "sprecare così i soldi dei cittadini".

Formigoni è poi tornato sul tema nel pomeriggio, rilanciando la formazione di una commissione mista Stato-Regioni che "faccia luce sui comparti della spesa pubblica per vedere chi spreca e quanto".

Avvicinato dai cronisti all'ingresso della sede di Borsa italiana per l'assemblea Consob, stamattina il governatore si è così espresso: "Berlusconi lo conosco. No, la porta è spalancata".

"Tutto il mondo associativo lombardo ha approvato un documento di sostegno alla nostra azione per cambiare l'organizzazione della manovra nel rispetto dei saldi", ha aggiunto il governatore.

Da Toronto, dove si trovava per il summit del G20, Berlusconi aveva reiterato ieri la necessità dei tagli alla spesa.

"Chi ha la responsabilità delle Regioni deve difendere lo status quo, ma non si può andare avanti a sprecare così i soldi dei cittadini", aveva detto il premier.

Parlando coi cronisti a margine dell'asssemblea Federacciai nel pomeriggio, Formigoni ha comunque ribadito come la manovra debba ripartire equamente i sacrifici.

"Non è tollerabile lo spreco da parte di nessuno [...] E invece gli sprechi si annidano ancora negli altri comparti di governo, soprattutto a livello nazionale", ha detto il governatore.

Occorre allora "dare vita a una commissione mista che vada a investigare sotto gli occhi dei cittadini dove sono gli sprechi per annullarli. Questa è una cosa che ci sta molto bene qui e quindi all'invito del presidente Berlusconi rispondo positivamente", ha aggiunto.

Riguardo alla lettera inviata al ministro Giulio Tremonti dai governatori di Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo e Molise, Formigoni ha detto che il fronte delle Regioni è unito e compatto nel chiedere un "cambiamento sostanziale" della manovra.

I cinque governatori, tutti del Pdl e tutti del centro-sud, chiedono di riaprire il confronto sulla manovra usando toni all'apparenza più concilianti rispetto al documento approvato dalla conferenza delle regioni il 15 giugno scorso, in cui si definiva la manovra "iniqua" e "incostituzionale".

Formigoni ha evitato di commentare più nello specifico l'iniziativa, sottolineando solo che che questi cinque governatori hanno ereditato una situazione "dissestata delle loro regioni".

A domanda se l'avesse ricevuta, Tremonti a margine dell'assemblea Consob ha risposto con un no comment. Finora il ministro del Tesoro si è mostrato irremovibile alle richieste delle regioni, ma in Senato la maggioranza sta studiando un emendamento per rimodulare i tagli mantenendo intatti i saldi.

Frattanto è arrivata oggi la convocazione ufficiale del Consiglio dei ministri, che si terrà mercoledì pomeriggio per l'esame dell'attesa relazione di Tremonti sul Federalismo fiscale.

Le regioni, Lombardia in testa, temono che i tagli ai trasferimenti possano minare l'attuazione del federalismo.

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