Cds sovrani, trasferito rischio su solo 1% debito Italia -Consob

lunedì 28 giugno 2010 13:00
 

MILANO, 28 giugno (Reuters) - I primi quattro mesi del 2010, con il riacutizzarsi delle tensioni per la crisi del debito della Grecia, hanno visto un incremento dell'attività di trading sui Cds - i credit default swaps che assicurano dall'insolvenza di un emittente - sovrani. Ma l'entità del rischio effettivamente trasferito via Cds è rimasta contenuta.

Infatti il valore nozionale netto, calcolato tenendo conto delle compensazioni delle posizioni di segno contrario, è di circa 10 volte inferiore al valore del nozionale lordo e costituisce una percentuale ridotta dello stock complessivo di debito pubblico esistente: 5% per il Portogallo, 2% per la Grecia e solo l'1% per l'Italia.

Lo si legge nella relazione annuale della Consob sull'attività del 2009, che dedica un approfondimento al tema dei Cds sovrani.

Per quel che riguarda invece i Cds corporate, sono calati per le società italiane lo scorso anno a partire da marzo 2009, restando comunque su livelli superiori a quelli del periodo precedente la crisi economica.

Nel primo trimestre del 2010 i Cds hanno avuto un andamento tendenzialmente stabile con un rialzo per le società finanziarie legato soprattutto all'andamento delle aspettative sulle banche.

L'elaborazione dei dati sui cds a cinque anni delle società italiane mostra che la tendenza è simile sia per le società più rischiose che per quelle investment grade, ma il calo è stato più accentuato per le società "speculative grade".

In Italia la probabilità di default relativa alle finanziarie più rischiose è scesa al 9% allo scorso dicembre dal 12% a marzo, valore più basso di quello registrato in Europa e negli Usa. Per le corporate più rischiose il dato è calato a 11% a dicembre da 20% a marzo.

 

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