PUNTO 1-Crisi mercati, manca regola chiave su derivati -Tremonti

lunedì 21 giugno 2010 19:59
 

(Aggiunge altre dichiarazioni del ministro)

MILANO, 21 giugno (Reuters) - Per il ministro dell'Economia Giulio Tremonti le misure attualmente allo studio a livello di Unione europea o persino G20, mirate a evitare il ripetersi di una crisi finanziaria delle dimensioni dell'ultima, non sono che interventi 'ex post' in mancanza di una regola chiave sui derivati.

"Manca la regola fondamentale, la regole delle regole, ovvero quella sui drivati... non c'è la proposta di contabilizzare i derivati in base al 'nav' [net asset value] che impedisca l'utilizzo dei contratti per anticipare una ricchezza futura, o valori futuri [...] e poi di metterli in circolo" osserva il ministro a margine di in appuntamento milanese alla Biblioteca Ambrosiana.

I commenti di Tremonti partono da un riferimento dell'enciclica papale 'Caritas in Veritate'.

Così si rivolge il titolare dell'Economia ai cronisti che chiedono un commento sulla possibilità di tassare le banche.

"Per due anni non è stato fatto niente. Sono stati attivati strumenti di reazione allo choc e il tema delle regole è stato rinviato a sedi tecniche. Sostanzialmente la politica ha abdicato alla sua funzione nell'attesa salvifica che fosse prodotto un qualcosa dai tecnici".

La reazione è poi partita dalla Casa Bianca, continua, e l'Europa "con tempi diversi sta andando su quella stessa strada".

"E' sicuramente una regola ridurre le dimensioni delle banche, è una regola porre dei limiti sul capitale, è sicuramente una regola ridurre l'uso eccessivo della leva finanziaria ed è sicuramente un regola la tassazione nelle varie forme che si stanno ipotizzando - quindi un fondo di garanzia per eventuali collassi bancari. Sono forme necessarie e non sufficienti, ma non sono che interventi ex post", sottolinea il ministro.

Nel suo discoro Tremonti evidenzia, infine, che "negli ultimi anni il numero delle transazioni finanziarie è diventato esponenziale, un multiplo pressoché illimitato. Bisogna rompere questo meccanismo che ha creato una massa finanziaria ingestibile che preme sull'economia reale. La regole è che questa massa deve essere al servizio dell'economia reale, non fine a se stessa".