21 giugno 2010 / 16:58 / 7 anni fa

PUNTO 1-Atteso in settimana CCTeu sindacato, ipotesi 4-5 mld

(Riscrive, aggiunge commenti, ipotesi rendimento, background)

MILANO, 21 giugno (Reuters) - E’ atteso questa stessa settimana il lancio del primo CCTeu, il nuovo strumento indicizzato all‘Euribor a sei mesi del Tesoro Italiano, per un ammontare stimato al momento in 4-5 miliardi di euro, hanno detto a Reuters fonti vicine all‘operazione.

Oggi il Tesoro ha annunciato che il il nuovo CCTeu avrà scadenza 15 dicembre 2015 (ma altre potranno essere le sacdenze prese in considerazioni in futuro) e ha comunicato la rosa di banche che guiderà l‘operazione, anche se tutti gli specialist del mercato dei titoli di stato sono invitati a seguire l‘operazione.

L‘attenzione è ora rivolta al livello di rendimento che il Tesoro potrebbe offrire per questo nuovo titolo, che dovrebbe raccogliere l‘interesse anche degli investitori esteri, oltre che di quelli italiani.

Maria Cannata, responsabile per la gestione del debito del Tesoro italiano, ha detto in un‘intervista a Reuters venerdì [nLD65H1S3] che il rendimento sarà comprensivo di uno spread sopra il tasso dell‘Euribor a sei mesi (quest‘ultimo fissato oggi a 1,019%).

PER RENDIMENTO NUOVO CCTEU, RIFERIMENTO IL BTP 5 ANNI

Al momento non ci sono indicazioni precise per il rendimento del nuovo CCTeu, ma -- osserva un analista del settore, “l‘ordine di grandezza ruota attorno al rendimento del Btp a 5 anni, a cui però occorrerà aggiungere un premio per il fatto che si tratta di un‘operazione inaugurale e tener conto del peso che avrà l‘operazione di concambio con i Cct”.

Il Btp a 5 anni, la stessa scadenza del CCTeu, quota stasera 2,732%, pari a 62 pb sullo swap.

“Se vogliamo azzardare un‘ipotesi di rendimento oggi, a bocce ferme, potremmo indicare un‘area di 2,80%,” dice uno specialist.

Il CCt a 7 anni in corso di emissione (che oggi per la prima volta non è stato riaperto) all‘asta del 20 giugno scorso era stato offerto con un rendimento lordo del 2,32%.

“Il nuovo strumento è molto interessante e amplierà l‘offerta anche agli investitori esteri” dice Mario Spreafico, capo degli investimenti di Schroders Private Banking.

“L‘indicizzazione all‘Euribor semplifica le metodologie di pricing dello strumento rispetto al CCT e rende il CCTeu più facilmente comparabile con altre obbligazioni indicizzate presenti sul mercato” dice una nota dell‘ufficio studi di Banca Imi. “Ciò renderà il nuovo strumento più interessante soprattutto per gli investitori esteri, che al momento detengono comunque una quota di CCT pari a circa il 10% del totale”.

Le banche a guida dell‘operazione sindacata sono Banca Imi, Bnp Paribas, JP Morgan, Mps Capital Service e Unicredit Bank e queste stesse banche organizzeranno anche il concambio, ha detto la nota del Tesoro.

CCT OGGETTO DEL CONCAMBIO CON SCADENZE VISTE TRA 2012 E 2015

I Cct oggetti del concambio saranno annunciati successivamente, dice sempre il Tesoro, ma Cannata ha detto nell‘intervista che quel che è certo è che non si tratterà di CCt con scadenze lunghe, per non accorciare la vita media del debito. Altre fonti vicine all‘operazione oggi dicono che le scadenze dei Cct interessate potrebbero andare dal 2012 al 2015.

Il Tesoro ha esplicitamente garantito che la creazione del nuovo segmento di CCTeu non andrà a togliere completamente la liquidità dal settore dei CCT.

“Ipotizzando che su queste indicazioni il Tesoro non voglia ridurre il flottante dei CCT in circolazione al di sotto di 5-7 miliardi di euro per ogni titolo, lo stock di CCT che potrebbero essere oggetto di concambio sarebbe pari a 73-95 miliardi di euro”, dice Banca Imi.

Visto che per il momento la clientela retail (che detiene circa 1/3 dei 150 miliardi di stock di Cct, secondo dati Bankitalia) non è coinvolta nelle operazioni di concambio “si può ipotizzare -- continua Banca Imi -- che potrebbe essere oggetto di concambio la quota di CCT detenuta dalle banche (43 miliardi), dal settore estero (16 miliardi), dai fondi comuni (18 miliardi), per un importo complessivo potenzialmente oggetto di concambio pari a 77 miliardi. Aggiungendo anche i 24 miliardi detenuti da assicurazioni e fondi pensione si arriverebbe a circa 100 miliardi di CCT potenzialmente concambiabili”.

Assumendo che circa il 50% della sostituzione dei CCT con i CCTeu avvenga entro un anno dalla prima emissione, significherebbe che “il nuovo segmento dei CCTeu potrebbe raggiungere molto velocemente uno stock di circa 80 miliardi nominali” conclude la nota.

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