Nord Est, Pil -5,6% in 2009, si confronti con Europa - Draghi

venerdì 18 giugno 2010 17:37
 

MILANO, 18 giugno (Reuters) - La zona del Nord-Est italiano ha registrato a causa della crisi una contrazione del proprio prodotto superiore alla media di tutto il paese, ma ha le capacità per reagire e deve guardare al futuro confrontandosi con le regioni europee più avanzate.

Lo dice il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel testo della lezione tenuta oggi pomeriggio presso la Fondazione Cuoa ad Altavilla Vicentina.

"Nel 2009 il prodotto [del Nord-Est] è calato del 5,6% contro il 5% della media italiana" dice il governatore.

Secondo un rapporto pubblicato mercoledì dalla sede milanese della Banca d'Italia, la Lombardia ha registrato una contrazione del Pil del 5,3% l'anno scorso.

"Le regioni del Nord Est hanno realizzato uno sviluppo intenso tra gli anni cinquanta e ottanta, che ha contribuito a rendere l'economia italiana uno dei poli mondiali dell'industria manifatturiera e ha trasformato zone ad alta emigrazione in una delle aree più avanzate d'Europa". "Ma ora il Nord Est fatica a tenere il passo, come tutta l'Italia, rispetto alle regioni più ricche d'Europa. È con queste che deve confrontarsi", dice Draghi.

Il governatore della Banca d'Italia esorta il Nord Est a guardare avanti e a confrontarsi con la parte più avanzata dell'Europa in particolare in termini di "capacità innovativa del suo sistema produttivo, di dotazione di capitale umano, di qualità dei servizi offerti dalle Amministrazioni pubbliche".

"Tutti i livelli di governo sono chiamati a offrire servizi, regolamentazioni e infrastrutture migliori", dice Draghi.

Citando un'indagine della Banca Mondiale sugli oneri burocratici che le istituzioni nazionali pongono alle imprese in cui viene presa a riferimento del Nord Est la città di Padova, Draghi nota che, pur risultando migliore della media delle altre città italiane, Padova risulta caratterizzata da "un quadro di debolezza rispetto alle città straniere che è soprattutto il frutto di una regolamentazione nazionale inefficiente e costosa".

L'indagine della Banca Mondiale pone l'Italia al 68° posto nella classifica mondiale sulla capacità e i vincoli del fare impresa. Riguardo ai vincoli che rendono più difficile fare impresa in Italia rispetto all'estero, Draghi cita, parlando del Veneto: i tempi della giustizia, il carico fiscale elevato e la diffusione dell'economia sommersa.