SCHEDA - Manovra, 24,9 mld tra 2011 e 2012, 10 mld da entrate

giovedì 17 giugno 2010 16:01
 

 (Riscrive dopo relazioni Tesoro e Ragioneria generale Stato)
 
 ROMA, 17 giugno (Reuters) - La manovra correttiva su 2011 e
2012 vale 24,982 miliardi ed è composta da circa 14,891 miliardi
di tagli alla spesa e 10,091 miliardi di maggiori entrate.
 Per il solo 2011 la manovra ammonta a 12,053 miliardi di cui
7,958 miliardi di tagli di spesa e 4,095 miliardi di entrate.
 Il valore "lordo" della manovra ammonta a 16,6 miliardi nel
2011 e a 25,9 nel 2012.
 Il decreto legge è ora all'esame del Senato in prima lettura
e dovrà essere licenziato in via definitiva dal Parlamento entro
la fine di luglio.
 Di seguito le principali misure:
 
 TAGLI PER 14,2 MLD A ENTI LOCALI IN 2011 E 2012
 La manovra viene finanziata con forti tagli a Regioni,
province e comuni. In totale i minori trasferimenti pesano per
6 miliardi nel 2011, 8,2 nel 2012 e 8,2 nel 2013.
 Il grosso viene dalle Regioni, che dovranno sostenere minori
risorse per 13 miliardi nel triennio al 2013.
 Arrivano però 300 milioni l'anno per Roma capitale.
 
 TAGLIO 10% A SPESE DI TUTTI I MINISTERI
 Anche i ministeri sono chiamati a contribuire al percorso di
risanamento dei conti con un taglio lineare del 10% delle spese.
 I minori fondi ammontano a 1,4 miliardi nel 2011, a circa 2
nel 2012 e a 2,7 miliardi nel 2013.
 La manovra prevede all'articolo 3 che anche la Banca
d'Italia, nell'ambito del suo ordinamento, tenga conto dei
principi di contenimento della spesa del governo.
 
 2,9 MLD PER I MINORI ACCONTI IRPEF
 La manovra conferma anche per il 2011 e il 2012 il
differimento degli acconti Irpef. L'articolo 55 quantifica in
2,3 miliardi il costo dell'operazione nel 2011, 600 milioni per
il 2012.
 Lo stesso articolo prevede 320 milioni per il finanziamento
delle missioni internazionali nel 2010.
 
 FINESTRA MOBILE PER LE PENSIONI, 3,5 MLD AL 2013
 Arriva la "finestra mobile" per il pensionamento di
lavoratori dipendenti e autonomi. L'articolo 12 prevede infatti
che i dipendenti vadano in pensione "trascorsi dodici mesi dalla
data di maturazione dei previsti requisiti", 18 mesi per gli
autonomi. La finestra mobile porterà risparmi per 360 milioni
nel 2011, che diventeranno 2,6 miliardi nel 2012 e 3,5 miliardi
nel 2013.
 Durante l'esame in Parlamento verrà introdotto un
emendamento per anticipare al 2012 l'aumento a 65 dell'età per
la pensione di vecchiaia delle dipendenti pubbliche come chiesto
dalla Ue.
 
 LA STRETTA SU STIPENDI STATALI DA OLTRE 6,5 MLD PER L'ARAN
 Fino al 2013 per i dipendenti pubblici niente rinnovi
contrattuali, misura che secondo stime dell'Aran dovrebbe valere
più di 6,5 miliardi di euro tra 2011 e 2012.
 Il Tesoro fornisce una stima diversa (1,8 miliardi al 2013),
che tiene conto però solo dei lavoratori occupati nelle
amministrazioni centrali e non anche negli enti locali.
 Stretta sulla buona uscita per i dipendenti pubblici,
che sarà erogata in un unico importo annuale solo se l'ammontare
complessivo non supera i 90.000 euro. Tra 90.000 e 150.000 la
liquidazione sarà erogata in due anni e sopra i 150.000 in tre.
 
 I TAGLI PER DIRIGENTI PUBBLICI, MINISTRI E SOTTOSEGRETARI
 Taglio del 5% per gli stipendi dei dirigenti pubblici tra
90.000 e 150.000 euro, del 10% sopra i 150.000. La misura, che
sta suscitando tensioni in Parlamento, vale circa 48 milioni nel
biennio 2011-2012.
 Ridotti dal primo gennaio 2011 del 10% gli stipendi di
ministri e sottosegretari non parlamentari, con un risparmio di
72.165 euro l'anno. La norma riguarda 2 ministri e 7
sottosegretari.
 Spariscono tutta una serie di enti pubblici tra cui il
principale è l'Isae, l'Istituto di analisi economica. Altri enti
vengono soppressi o definanziati.
 
 MISURE ANTIEVASIONE DA CIRCA 20,3 MLD TRA 2010 E 2013
 Scende da 12.500 a 5.000 euro il tetto per l'utilizzo di
denaro contante. Fattura telematica obbligatoria sopra i 3.000
euro. Rafforzato il Redditometro, il sistema di controlli che si
basa sul confronto tra dichiarazioni dei redditi e consumi di
lusso. Stretta sulle false pensioni di invalidità.
 Nel complesso l'intero pacchetto antievasione punta a
raccogliere risorse per 402 milioni nel 2010, 5,325 miliardi nel
2011, 7,781 nel 2012 e 6,801 nel 2013 (effetti sull'indebitamento
netto).
 
 IL CONDONO SULLE CASE FANTASMA ESCE MONCO
 Il testo ufficiale della manovra 2011-2012 conferma il
condono immobiliare sulle case fantasma ma non indica
l'ammontare di imposta che occorre pagare per mettersi in regola
con il fisco. Potrebbe essere integrato dal Parlamento.
 La manovra prevede tempo fino al 31 dicembre per comunicare
le variazioni catastali degli immobili. In caso contrario ai
titolari verrà attribuita una rendita presunta.
 Nelle bozze prima del varo in cdm l'adesione al condono
avveniva con il versamento di una somma pari a un terzo delle
sanzioni.
 La relazione tecnica si limita a spiegare che le case
fantasma non censite sono 1,3 milioni, con una corrispondente
rendita catastale di circa 627 milioni e un recupero Irpef di
104 milioni annui.
 In termini di cassa, il condono produce 183 milioni nel 2011
e 104 nel 2012 e 2013. Tuttavia, il calcolo non considera il
maggior gettito in termini di tributi regionali e locali.
 
 ALIQUOTA DEL 10% SULLE STOCK OPTION
 L'articolo 33 conferma un'aliquota aggiuntiva del 10% sulle
stock option. Il prelievo scatta per la quota che eccede il
triplo della parte fissa della retribuzione.
 Marginale l'incasso per lo Stato: 9,5 milioni nel 2010 e
10,4 milioni a partire dal 2011.