June 17, 2010 / 7:54 AM / 7 years ago

PUNTO 2-Ue, debito privato entra in nuove regole Patto -Frattini

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(accorpa take, aggiunge background)

di Roberto Landucci

ROMA, 17 giugno (Reuters) - Il documento che entra oggi al Consiglio Ue prevede che nella valutazione dei conti pubblici di ogni Paese, ai fini del rispetto del Patto di stabilità, venga considerato anche il debito privato oltre che quello pubblico.

Lo ha annunciato stamani il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che nei giorni scorsi aveva minaccciato un voto contrario alle conclusioni del vertice Ue se non ci fosse stato un riferimento al debito aggregato.

"Nel documento di stamani è stato inserito il riferimento al debito privato. Il passo in avanti è stato fatto dal documento di Lussemburgo, sul quale io avevo fatto un blocco completo, al documento di oggi nel quale il debito privato entra tra i parametri di convergenza per il patto di stabilità", ha detto Frattini ai giornalisti prima di una audizione parlamentare sul Consiglio Ue di oggi a Bruxelles.

"La maggiore resistenza è già stata espressa dalla Germania che ha un debito privato molto grande ma una perplessità così forte non è stata espressa finora da nessun altro Paese. La Francia è possibilista. Belgio, Polonia e Spagna sono a favore", ha precisato il ministro.

"E' un consenso maggioritario anche se non l'unanimità".

Aumentare il livello di sorveglianza per il debito pubblico senza ampliarne la definizione a quello aggregato - che comprende anche l'indebitamento delle famiglie, del sistema finanziario e delle imprese - potrebbe essere un terreno scivoloso per l'Italia che chiuderà il 2010 con un debito/pil in ulteriore rialzo, secondo le stime governative al 118,4%. Se un debito sopra il 60% del Pil, soglia fissata dal Trattato di Maastricht, e in crescita divenisse condizione per l'apertura di una procedura di infrazione l'Italia sarebbe quindi tra i paesi in difficoltà.

Per questo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva indicato tra le grandezze da considerare insieme al debito pubblico "risparmio privato, riserve e passività implicite sulle pensioni" e aveva anche sottolineato come la posizione dell'Italia non fosse isolata.

Due giorni fa il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, aveva spiegato di essere "pienamente consapevole di queste preoccupazioni sollevate dall'Italia".

In base a dati Istat, nella media del periodo 2000-2008, il debito delle famiglie e delle società non finanziarie in rapporto al Pil è di oltre trenta punti percentuali inferiore alla mediana dei principali paesi dell'Uem.

Italia Non Ha Bisogno Di Tassare Banche, Sistema Tiene

Frattini è poi intervenuto su un'altra questione all'esame di Bruxelles oggi, quella della possibilità di imporre un contributo di solidarietà alle banche europee come misura cautelare contro future crisi, spiegando che l'Italia non ne ha bisogno perché il sistema è stabile.

"L'Italia non ha bisogno di tassare le banche perché le nostre banche hanno dimostrato di non essere state delle sanguisughe, non ci sono state delle ricapitalizzazioni e non ci sono stati dei fallimenti", ha detto Frattini precisando che il discorso per una tassazione concertata sugli istituti di credito "non è ancora molto maturo. C'è stata una prima proposta della task force di [presidente Ue Herman] Van Rompuy ma su questo ci sono delle voci ancora molto discordanti".

Frattini, che ieri è stato in Ungheria, ha detto che il governo di Budapest "sta realizzando questa misura ma non è chiaro se avverrà sui capitali o sui profitti delle banche. Questo dimostra che ci vuole un quadro europeo perché non è possibile che ogni paese faccia una sua misura di tassazione".

Il ministro aggiunge che "introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie a breve sarebbbe un buon segnale perché sono state il veicolo principale della speculazione" spiegando che oggi Van Rompuy potrebbe avviare una riflessione in Consiglio su questo.

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