Italia, spesa invecchiamento/Pil in lieve aumento 2011-2020 - Ue

mercoledì 16 giugno 2010 17:05
 

MILANO, 16 giugno (Reuters) - In Italia la spesa legata all'invecchiamento della popolazione in rapporto al Pil è vista secondo le proiezioni della Commissione Ue salire tra il 2011 e il 2020 dell'1,1%, passando al 25,6% del Prodotto interno lordo dal 24,5%.

Lo si legge nel rapporto 2010 sulle finanze pubbliche dell'Unione monetaria europea pubblicato dal direttorato Affari economici e finanziari della Commissione, che stima per l'intera zona euro un aumento della spesa per invecchiamento dell'1,6% del Pil al 25,5% dal 24% del 2011. Per l'Unione europea a 27 l'esborso è visto in rialzo dell'1,3% al 24,0% dal 22,7%.

Le proiezioni, spiega il documento, sono un'estensione meccanica dei elementi contenuti negli aggiornamenti del Programma di Convergenza e stabilità 2009-2010 (Scp), che tra 2010 e 2012 vedono una crescita del Pil dell'1%, 2% e 2,3% e del debito/Pil all'84%, 87% e 87% per i paesi della zona euro nel suo complesso.

"Le cifre presentate in questa sezione puntano a illustrare l'ammpiezza dei rischi e delle sfide legate al consolidamento futuro ma non devono essere scambiate per previsioni. Si tratta di proiezioni meccaniche basate su scenari di equilibrio parziali".

Il rapporto debito/Pil risulta in aumento nella maggior parte degli stati membri e su questo il fattore invecchiamento della popolazione sarà un ulteriore elemento di pressione. Ci sono motivi per aspettarsi che il contributo della crescita del Pil al rapporto col debito sarà limitata nei prossimi anni, dato che la crisi finanziaria potrebbe portare a perduranti effetti negativi sulla crescita potenziale, si legge.

Nelle sue proiezioni la Commissione delinea due scenari, un primo, più sfavorevole, che implica 1) zero cambiamenti nelle politiche prendendo in esame le stime del saldo primario strutturale contenute nel Scp come punto di partenza; 2) una crescita media reale dell'1,9% del Pil nell'Ue27 e dell'1,8% nella Ue16 nel periodo 2011-2020; 3) la convergenza dei tassi di interesse impliciti al 3% dall'attuale livello.

Nel secondo è previsto un miglioramento del saldo primario strutturale come previsto dall'Scp, mantenendo i punti 2 e 3 invariati.

Nel primo caso il rapporto deficit/Pil nel 2020 arriverebbe nell'Ue27 al 140% dal 74% del 2009 dell'Scp, mentre nell'Ue16 toccherebbe il 130% dal 78% del 2009.

Anche nel secondo scenario il debito nel 2020 continuerebbe a salire, pur in modo meno marcato, a quasi il 90% del Pil nell'Ue27 e al 95% nell'Ue16.   Continua...