16 giugno 2010 / 12:22 / tra 7 anni

Lombardia, segnali di cauta ripresa dopo pessimo 2009-Bankitalia

MILANO, 16 giugno (Reuters) - L‘economia lombarda si lascia alle spalle il peggior anno dal dopoguerra e registra segni di cauta ripresa che difficilmente però coinvolgeranno i livelli occupazionali.

A evidenziarlo è Salvatore Messina, direttore della sede di Milano di Bankitalia, nel corso della presentazione del rapporto “L‘economia della Lombardia nell‘anno 2009”.

“E’ un quadro (quello dell‘economia lombarda nel 2009) che desta preoccupazioni sebbene gli indicatori più recenti colgano piccoli, incoraggianti segnali di miglioramento in atto da diversi mesi” spiega Messina.

Nel primo trimestre del 2010, infatti, la produzione industriale regionale su base destagionalizzata è cresciuta del 3,1% sul trimestre precedente, mentre l‘export è aumentato del 4,4% sullo stesso trimestre 2009.

Per l‘intero anno in corso, poi, un‘indagine campionaria condotta da Bankitalia presso le imprese manifatturiere lombarde evidenzia che quattro società su dieci prevedono di accrescere gli investimenti, mentre il 53% - una quota leggermente superiore a quanto emerge a livello nazionale - prevede una crescita dei ricavi.

Parziali indicazioni positive che giungono dopo un 2009 in cui il Pil lombardo è diminuito del 5,3%, più della media nazionale, spinto verso il basso, tra gli altri fattori, da un calo del 14,3% del valore aggiunto dell‘industria, e da un crollo dell‘export del 21%, il più consistente dalla metà del secolo scorso.

“Ma anche durante il periodo di crisi più intensa l‘imprenditore lombardo non è mai sprofondato nel pessimismo cupo, ha sempre tenuto accese le macchine, al minimo ma pronto a ripartire” fa notare Messina, sottolinenando l‘importanza degli animal spirits per creare un clima favorevole alla ripresa.

La ricerca di una rinnovata competititività da parte delle imprese lombarde passa per ristrutturazioni interne, cambiamento delle tipologie dei prodotti offerti e modifiche nelle strategie di internazionalizzazione, spiega poi Alessandra Mori dell‘ufficio studi di Bankitalia, mentre non si assiste a salti dimensionali.

OCCUPAZIONE, CALO NEL 2009, SCENARIO NEGATIO ANCHE IN 2010

Se lo scorso anno i servizi hanno mostrato segnali di tenuta con un calo del valore aggiunto limitato al 2,1%, è l‘ambito del lavoro a mostare una realtà sconfortante, senza grandi segni di recupero per l‘anno in corso.

Nel 2009 in Lombardia si sono persi 51.000 occupati (il relativo tasso è sceso al 65,8 dal 67%), una riduzione che ha colpito soprattutto lavoratori autonomi (-5,7%), dipendenti a tempo determinato (-8,6%), lavoratori con bassi livelli di istruzione (calo oltre il 10%). Fanno eccezione gli occupati stranieri in rialzo del 5,3%.

Esplode in parallelo il ricorso alla cassa integrazione guadagni: lo scorso anno è stata sei volte superiore a quello del 2008 e nei primi quattro mesi del 2010 è stato 2,5 volte quello dello stesso quadrimestre 2009.

E per il 2010 l‘indagine presso le imprese manifatturiere evidenzia che solo il 14% prevede un aumento del numero degli addetti.

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