SINTESI-Italia preme su Ue per debito aggregato,apertura da Rehn

martedì 15 giugno 2010 19:22
 

(aggrega più pezzi e aggiunge dichiarazioni di una fonte diplomatica Ue)

STRASBURGO, 15 giugno (Reuters) - Nella complessa trattativa diplomatica riguardo alla viglianza europea sui conti pubblici, l'Italia alza la voce e chiede di nuovo che la maggiore attenzione per il debito ricada sul debito aggregato e non solo su quello pubblico.

Aumentare il livello di sorveglianza per il debito pubblico senza ampliarne la definizione potrebbe essere un terreno scivoloso per Roma che chiuderà il 2010 con un quoziente debito/pil pari a 118,4%. Se Maastricht fosse attuata alla lettera tutti i paesi con debito sopra 60% del Pil dovrebbero essere sotto procedura.

"L'Italia ha presentato una sua nota di revisione delle conclusioni del vertice [europeo di giovedì 17] nel quale dice sostanzialmente che si dovrebbe elaborare un parametro integrato per il calcolo del debito che sia il più possibile rappresentativo della reale sostenibilità del debito", riferisce oggi una fonte diplomatica Ue dopo il richiamo giunto ieri pubblicamente dal ministro degli Esteri Franco Frattini.

"Si potrebbero considerare, oltre al debito pubblico, il debito privato, la relazione tra debito pubblico e debito privato, eventuali debiti occulti dovuti al sistema pensionistico e la stabilità finanziaria di un paese in particolare in relazione alle sue banche", spiega la fonte.

Una fonte governativa italiana stamane aveva detto: "All'Italia interessa introdurre il concetto di sostenibilità del debito e uno dei parametri di sostenibilità è avere un forte risparmio privato". "Se i tassi salgono, l'Italia può contare su un cospicuo parco di sottoscrittori domestici" per i propri titoli di Stato.

PER REHN BISOGNA TROVARE PARAMETRI SIGNIFICATIVI   Continua...