Ue, Italia chiede sostenibilità debito tra nuove regole - fonte

martedì 15 giugno 2010 12:06
 

ROMA, 15 giugno (Reuters) - L'Italia si batterà per far passare il concetto di debito sostenibile alla riunione dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea di giovedì che dovrà discutere di come rendere più stringente la vigilanza comuniatia sui bilanci nazionali.

Lo dice a Reuters una fonte governativa a due giorni dall'inizio del vertice Ue a Bruxelles.

"All'Italia interessa introdurre il concetto di sostenibilità del debito e uno dei parametri di sostenibilità è avere un forte risparmio privato", spiega la fonte.

"Se i tassi salgono, l'Italia può contare su un cospicuo parco di sottoscrittori domestici" per i propri titoli di Stato.

La fonte non commenta, invece, le dichiarazioni di ieri a Lussemburgo del ministro degli Esteri Franco Frattini secondo il quale l'Italia "è pronta a negare il consenso" alle conclusioni del vertice se non ci sarà un riferimento al debito aggregato, cioè pubblico e privato insieme.

Prima di Frattini e sempre da Lussemburgo era stato lo stesso ministro dell'Economia Giulio Tremonti a sostenere che oltre al debito lordo esistono altre grandezze da prendere in considerazione per avere un quadro più completo sullo stato delle finanze pubbliche di un Paese. Tremonti aveva citato in quella occasione risparmio privato, riserve e passività implicite sulle pensioni.

Il ministro dell'Economia aveva anche sottolineato come la posizione dell'Italia non fosse isolata.

Sul Patto di stabilità "andiamo verso un testo estremamente equilibrato, non solo sul debito. Anche altri paesi hanno questa visione", aveva detto ancora il ministro.

In base a dati Istat, nella media del periodo 2000-2008 il debito delle famiglie e delle società non finanziarie in rapporto al Pil è di oltre trenta punti percentuali inferiore alla mediana dei principali paesi dell'Uem. Nell'ultimo rapporto annuale dell'istituto si legge inoltre che la ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane è pari a circa il doppio del Pil.