Ue stringe su veto vendite allo scoperto 'naked', Londra resiste

venerdì 11 giugno 2010 14:12
 

BRUXELLES, 11 giugno (Reuters) - La Commissione europea presenterà all'inizio del mese prossimo le proprie proposte mirate a stabilire uno stretto quadro Ue in materia di vendite allo scoperto.

Lo dicono a Reuters fonti comunitarie, sottolineando però che questi tipi di transazione finanziaria potrebbero essere vietate a livello Ue unicamente in casi di eccezionale emergenza.

Le regole dell'esecutivo comunitario si riferiscono più nello specifico alle vendite allo scoperto 'naked' - operazioni in cui il venditore non ha preso a prestito l'asset da cedere e nemmeno si è assicurato di poterlo fare in caso di conclusione del contratto - di governativi denominati in euro e contratti 'credit default swap' su debito sovrano della zona euro.

Londra, aggiungono le stesse fonti, si rifiuta però di delegare a Bruxelles il potere di regolamentare le operazioni sul debito sovrano.

Il sistema che si chiede alla Ue di proporre dovrà avere tre aspetti distinti: regole mirate a migliorare la trasparenza, obbligo di comunicare all'autorità di vigilanza l'accumulo di posizioni importanti e, da ultimo, un'armonizzazione normativa rispetto alle regole Usa in materia di regolamento e consegna dei titoli.

"Uno dei temi principali riguarda la definizione del ruolo dell'Esma, futura organismo Ue di supervisione dei mercati, rispetto a quello delle autorità nazionali" spiega una delle fonti.

"Come le autorità dei singoli paesi dovranno informare le controparti europee quando assumeranno una decisione, in che modo Esma potrà sospendere la possibilità del ricorso a vendite allo scoperto" aggiunge, precisando che in questo caso si parla della totatlità della categoria e non soltanto delle 'naked'.

Le consultazioni sul testo si apriranno già lunedì prossimo in modo che il commissario al Mercato interno Michel Barnier possa illustare le grandi linee della riforma all'inizio di luglio. Il testo finale non sarà comunque pronto che a settembre o a ottobre.

Datata l'altroieri, una lettera al presidente della Commissione José Manuel Barroso, firmata da Nicolas Sarkozy e Angela Merkel chiede al presidente di presentare le possibili alternative prima del consiglio Ecofin di luglio.