Agenzie rating, downgrade debito euro ingiustificato-Stark (Bce)

venerdì 11 giugno 2010 12:08
 

FRANCOFORTE, 11 giugno (Reuters) - I downgrade decisi dalle agenzie di rating nei giorni caldi della crisi del debito sovrano nella zona euro sono "ingiustificati", sostiene Juergen Stark, membro del board della Banca centrale europea, secondo cui le agenzia hanno deciso i downgrade senza "avere idea" del pacchetto di aiuti in arrivo.

I dettagli del programma greco non sono stati apprezzati dai mercati, ha aggiunto Stark, che definisce i problemi dell'Unione monetaria "seri, ma non seri quanto il mercato sembra credere". Il piano greco infatti è "serio e ambizioso" e i mercati stanno "chiaramente reagendo in modo eccessivo" nelle circostanze attuali.

La Bce discuterà di come "dipendere meno" dalle agenzie di rating, dice Stark, secondo il quale nella sfera delle agenzie sarebbe necessaria più concorrenza. Le agenzie, nell'inseguire i mercati, agiscono in maniera pro-ciclica e potrebbero avere degli interessi in tal senso. Serve una visione indipendente su come valutare i prodotti finanziari e la situazione delle finanze pubbliche nei paesi, ha detto Stark, osservando come i titoli del debito pubblico che la Bce sta acquistando sono, secondo l'opinione delle agenzie, di bassa qualità.

EURO IN DUBBIO? FOLLIA

Chiedersi se l'euro abbia un futuro è folle, ha detto Stark. La crisi attuale non è una crisi dell'euro, ma del debito sovrano, ha spiegato, aggiungendo che l'area euro non sta comunque fronteggiando una distruzione della ricchezza di ordine paragonabile a quella di altre parti del mondo eil potenziale di crescita economica della regione potrebbe essere simile a quello precedente alla crisi finanziaria.

Altri paesi industrializzati hanno sfide simili di fronte a sé in fatto di finanze pubbliche, ha proseguito Stark. La crisi è comunque un campanello d'allarme e indica che i meccanismi di sorveglianza economica devono essere rafforzati, un lavoro da affrontare in autunno.

INFLAZIONE NON PREOCCUPA

Il banchiere è infine tranquillo sulle prospettive circa l'andamento dei prezzi in uscita dalla fase recessiva. I dati, dice Stark, mostrano che l'inflazione è ancora decisamente sotto controllo nell'area euro e non si vedono all'orizzonte aumenti della pressione inflazionistica nella zona euro.

Le fondamenta della Bce, ha chiarito Stark, poggiano sulla stabilità dei prezzi e non sono destinate a cambiare.