Cina, strategia poco chiara dopo dati contrastanti

venerdì 11 giugno 2010 10:31
 

PECHINO, 11 giugno (Reuters) - In maggio l'inflazione cinese ha accelerato a un massimo di 19 mesi, ma una modesta crescita della produzione industriale e degli investimenti ha ridotto le preoccupazioni di alcuni analisti su un surriscaldamento dell'economia cinese.

Non mancano pareri diversi da parte di chi ritiene che la Cina deve evitare il rischio di surriscaldamento aumentando i tassi di interesse e lasciando rafforzare lo yuan - come ha sollecitato di nuovo ieri il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner [ID: nN10236564].

Invece i commenti tranquillizzanti dell'Ufficio Nazionale di Statistica indicano che le autorità non hanno alcuna fretta di una stretta monetaria, tanto più che l'Unione europea, principale mercato delle esportazioni cinesi, è impantanata in difficoltà finanziarie.

"Con la crisi debitoria della zona euro, le commodity a livello mondiale stanno calando e questo, in una certa misura, aiuterà la Cina ad allentare la pressione inflazionistica", ha detto Sheng Laiyun portavoce di NBS in una conferenza stampa dopo la diffusione dei dati ID [: nTOE656030].

I prezzi al consumo sono saliti del 3,1% su anno in maggio, un po' più delle attese, confermando una notizia Reuters di mercoledì e superando l'obiettivo ufficiale di media annua del 3%. I prezzi erano saliti del 2,8% su anno in aprile.

Ma Sheng ha detto l'1,8% di maggio è frutto di un effetto statistico nel confronto con l'anno scorso. Inoltre, i costi di abiti, elettrodomestici e alimenti vegetali - un importante motore di inflazione cinese - sono tutti scesi, il che dovrebbe consentire a Pechino di raggiungere il suo target di inflazione sull'intero anno. "La tendenza è per pressioni sui prezzi in calo in futuro", ha detto Sheng.

La reazione dei mercati finanziari è stata minima perché tutti i dati erano già ampiamente trapelati.

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