10 giugno 2010 / 10:29 / 7 anni fa

Monetario, operatori guardano a Bce, liquidità mai così elevata

MILANO, 10 giugno (Reuters) - Una liquidità ai massimi storici permette al monetario di procedere al riparo dalle tensioni che stanno mettendo a dura prova gli altri mercati a causa della crisi debitoria europea.

Non mancano però segnali di preoccupazione, sia dai nuovi record raggiunti ormai quotidianamente dai depositi overnight in Bce, che dalla risalita lenta ma inarrestabile dell'Euribor.

E oggi l'attezione degli operatori è tutta rivolta a Francoforte, alla riunione del direttivo Bce. Sono in molti ad aspettarsi l'annuncio dell'estensione temporale delle operazioni di rifinanziamento a condizioni agevolate.

"Oggi deve essere il giorno della chiarificazione, tutti se lo augurano anche perchè comincia a percepirsi un po' d'agitazione" spiega un tesoriere. "La Bce dovrebbe fornire quelle indicazioni che permetteranno di capire la direzione dei tassi nei prossimi 12 mesi".

Lo stesso Trichet ha ammesso di recente che le tensioni sul debito europeo potrebbero allungare i tempi della exit strategy, ovvero della progressiva rimozione delle condizioni straordinarie di liquidità.

"Ci sono molte cose da capire oggi: se verranno annunciate nuove operazioni di rifinanziamenti, con che durata, a che condizioni di tasso e di quantitativo" afferma l'operatore.

Nelle ultime settimane si è parlato dell'introduzione di ulteriori operazioni a 6 mesi, o 3 mesi oltre quello già deciso per l'inizio di luglio a 3 mesi, a rubinetto e a tasso fisso.

Data in cui viene a scadenza il maxi-finanziamento a 12 mesi da 442 miliardi di euro. Un'operazione che, aveva chiarito in passato la Bce, non verrà ripetuta. Francoforte aveva parlato di un'operazione "ponte" a sei giorni per riallineare la liquidità in scadenza con il ciclo dei p/t settimanali.

"Questo sarà un punto fondamentale, capire se la Bce riporterà tutto sulle operazioni a 7 giorni, dando un segnale abbastanza chiaro di progressiva normalizzazione, o se dirotterà parte di queste richieste di fondi su altre operazioni a più lungo termine" afferma il tesoriere.

Intanto la 'fame' di fondi della banche torna a crescere in maniera prepotente. I depositi overnight in Bce sono saliti ieri sera al nuovo record di quasi 369 miliardi di euro. Il dato mostra il grado di preoccupazione raggiunto dalle banche della zona euro, che scelgono di parcheggiare i fondi in eccesso presso l'istituto centrale al tasso penalizzante dello 0,25%, piuttosto che prestarli ad altri istituti sull'interbancario.

Da segnalre, nell'ultima seduta, anche il balzo dei prestiti overnight, saliti a oltre 1,3 miliardi dai 29 milioni di martedì sera.

"La lievitazione dei depositi è il riflesso diretto di un eccesso di liquidità ormai oltre i 450 miliardi di euro" sottolinea il tesoriere. "La salita di ieri dei prestiti tenderei invece a considerala per ora un episodio".

Alle 12,00 il tasso overnight tratta stabile sulla piattaforma Mid tra lo 0,28 e lo 0,31%, a fronte di un Eonia fissato ieri pomeriggio allo 0,332% dal precedente 0,318%.

L'Euribor si consolida sui massimi da metà dicembre sulla scadenza trimestrale: è stato fissato stamattina allo 0,718% dallo 0,715% di ieri. Il differenziale sul tre mesi tra Euribor ed Eonia swap (stamane allo 0,409% dallo 0,404%), visto come indicatore della fiducia tra controparti, stringe a 30,9 punti base dai 31,1 di ieri.

Tra i futures Euribor, la scadenza settembre FEIU0 tratta a 99,165 (-0,005), dicembre FEIZ0 a 99,105 (-0,015).

Altri dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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