Banche italiane,poco rischio liquidità,occhi rischi credito-S&Ps

martedì 8 giugno 2010 16:28
 

MILANO, 8 giugno (Reuters) - Per le banche italiane il rischio liquidità è contenuto, nè ci sono particolari rischi di svalutazioni. Semmai il rischio può essere di credito, in relazione alla debole crescita economica. E ad essa è legata la possibilità che qualcuna delle 17 banche italiane con outlook negativo possano vedere il loro rating abbassato nei prossimi 12-24 mesi.

A dirlo a Reuters è Renato Panichi, responsabile rating banche italiane a margine del convegno organizzato dall'Abi.

"Per le banche italiane in generale il rischio di liquidità, cioè il rischio che i flussi in entrata non siano sufficienti per fronteggiare quelli in uscita, è contenuto" ha detto Panichi, "nè ci sono particolari rischi di svalutazioni sui titoli, visto che nei loro portafogli non c'erano asset tossici prima e non ce ne sono nemmeno ora".

Il rischio per le banche italiane, che per la maggior parte hanno un profilo domestico, "è semmai un rischio di credito, quello classico, da mettere in relazione al fatto che veniamo da due anni di crescita economica negativa del Pil e che ciò potrebbe vedersi con un po' di ritardo sui conti delle banche" aggiunge Panichi.

Quanto alla possibilità di altre riduzioni dei rating delle banche italiane ha poi aggiunto: "le principali azioni di riduzioni dei rating sulle banche italiane le abbiamo già fatte ad aprile quando abbiamo steso il rapporto sul settore, che resta assolutamente valido oggi. Ci sono ancora però parecchi outlook negativi che segnalano la possibilità di ulteriori abbassamenti dei ratings nei prossimi 12-24 mesi. Molto dipenderà dall'evoluzione del contesto economico".

S&P's assegna in Italia il rating a 48 rating istituzioni finanziarie. Di queste 17 hanno outlook negativo.

In aprile, in occasione del rapporto sulle banche italiane, S&P's ha ridotto il rating di Mediobanca (MDBI.MI: Quotazione) e di Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) a 'A+' da 'AA-' portando il loro outlook da negativo a stabile.

Invece in quell'occasione l'outlook di Ubi (UBI.MI: Quotazione) è stato rivisto a negativo da stabile. Il rating di Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) era stato confermato a 'A' con outlook stabile.