8 giugno 2010 / 13:23 / 7 anni fa

PUNTO 2- Ungheria, da governo piano azione, tassa su banche - Pm

(aggiunge da nono paragrafo commenti responsabile associazione bancaria)

BUDAPEST, 8 giugno (Reuters) - Il governo dell'Ungheria ha approvato un piano di azione che prevede, tra le varie norme contenute, una tassa sulle banche che resterà in vigore per tre anni e che dovrebbe generare un gettito da 200 miliardi di fiorini per questo anno (pari a circa 700 milioni euro).

Lo ha annunciato il nuovo primo ministro ungherese Viktor Orban al Parlamento del paese, nominato il 14 maggio dopo aver vinto le elezioni di aprile e aver assicurato al suo partito di centrodestra Fidesz due terzi dei seggi parlamentari.

Nel mondo il tempo del capitalismo speculativo sembra essere finito, ha aggiunto.

Nel tentativo di calmare il nervi degli investitori scossi dall'annuncio, poi ridimensionato, di una possibile crisi in stile Grecia, il premier ha cercato di dimostrare di essere in grado di contenere il deficit del paese.

Sul fronte delle banche il premier ha detto che queste devono farsi carico di una parte equa dello sforzo e che il governo ha già avviato trattative con le banche sul tipo di tassa da introdurre.

"Propongo di aumentare i contributi al bilancio pubblico delle banche, assicurazioni e società che erogano prestiti, che quest'anno erano pari a 13 miliardi di fiorini. Propongo di aumentare questa somma a 200 miliardi di fiorini", ha detto Orban.

"Speriamo che in questo arco di tempo l'economia ungherese possa rincominciare a crescere ed essere in grado di centrare i suoi obiettivi senza questa tassa speciale e il governo, il Parlamento ungherese e le istituzioni finanziarie dovrebbero raggiungere un accordo sui passi e i tempi per eliminarla".

Verranno vietati anche i mutui sottoposti a fluttuazioni dei tassi di cambio: "Propongo che in futuro la concessione di mutui possa essere fatta solo in caso di prestiti denominati in fiorini", ha detto il premier.

Il responsabile dell'associazione bancaria Tamas Erdei ritiene che Budapest proponga una "drastica" tassa sul settore finanziario che sarà molto dannosa, ridurrà le attività di finanziamento e danneggerà la posizione patrimoniale degli istituti di credito.

In caso il governo procedesse come dichiarato, continua Erdei, non sarebbe sorprendente per alcune banche una chiusura in rosso dell'esercizio 2010.

"Tollerabile" per gli istituti di credito ungheresi sarebbe un carico fiscale di 30-40 miliardi, conclude, e accettabile anche l'idea del veto sui mutui indicizzati all'andamento del cambio.

Tornando più in generale alle misure correttive, il governo congelerà i costi di istituzioni e di spese del paese per 120 miliardi di fiorini (421 milioni di euro). Saranno tagliate anche le retribuzioni di dipendenti pubblici del 15% per 48 miliardi di fiorini di risparmi.

Il sistema economico ungherese deve basarsi su produzione e lavoro e un nuovo sistema di tassazione deve essere introdotto nel paese, ha detto Orban, specificando di aver intenzione di introdurre significativi tagli delle tasse in diversi passi, a partire dall'introduzione nell'arco dei prossimi due anni di un'aliquota unica familiare sul reddito al 16%.

"Nonostante tutto il clamore c'è veramente molto poco di nuovo da parte del governo, eccetto per la tassa sulle banche. L'aliquota unica era ampiamente attesa", ha detto Peter Attard, economista dei mercati emergenti per Nomura a Londra, che comunque promuove il bando di mutui legati ai cambi come fattore di stabilità di lungo periodo per il sistema bancario nazionale.

"Queste misure indicano chiaramente che [Orban] sia intenzionato a mantenere il deficit entro il 3,8%", ha detto l'analista di mercati emergenti Gyula Toth per Unicredit a Vienna. "Mi sfugge qualche dettaglio ma mi sembra che la parte più significativa di finanziamento, la tassa sul settore finanziario, possa essere sufficiente quest'anno".

I titoli di stato del governo ungherese hanno esteso i loro guadagni durante il discorso del premier, con i dealer che riferiscono che il rendimento sul 5 anni sceso di 15 punti base al 7,30%.

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